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Tanzania, aziende italiane a Saba Saba 2017: Injecta

“Siamo presenti in 84 paesi nel mondo tra Sud e Nord America, Europa e Asia, ma ora guardiamo con grande interesse soprattutto ad Australia e Africa”: con queste parole Gianni Brandelli, export sales assistant della società Injecta, spiega a InfoAfrica lle ragioni per cui l’azienda ha deciso di partecipare alla 41° edizione della Fiera internazionale di Dar es Salaam detta “Saba Saba”, svoltasi fino a sabato 8 luglio in Tanzania, nell’ambito della delegazione imprenditoriale italiana promossa dall’Agenzia ICE.
“La nostra partecipazione alla Fiera di Saba Saba si inserisce in un progetto di sviluppo in Africa con diversi paesi, tra cui anche la Tanzania”, prosegue l’export sales assistant dell’azienda con sede in provincia di Rieti, diventata nel tempo assidua partecipante alle iniziative dell’Agenzia ICE nel continente.
“Con ICE siamo già stati alla fiera di Salon Promote in Camerun e alla Actif ad Addis Abeba in Etiopia, così come anche in Angola. Ci hanno anche sollecitato per partecipare alla fiera che hanno organizzato in Mozambico ma troppi impegni ci hanno impedito di esserci. Abbiamo già stabilito contatti in Angola e siamo attivi in Camerun. Non possiamo che essere soddisfatti dell’organizzazione attuata dall’Agenzia ICE nel risolvere i problemi, soprattutto da un punto di vista logistico ma anche nel monitoraggio post-fiera. Ad esempio, in Angola, ICE aveva organizzato per noi una serie di incontri B2B molto interessanti”, si complimenta Brandelli per l’attività svolta dall’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Peraltro, temendo una scarsa affluenza alla fiera, allestita nella periferia della città, Injecta aveva chiesto all’Agenzia ICE di pianificare ulteriori incontri B2B, anche presso l’ambasciata italiana, durante l’evento.
“Abbiamo anche fatto in modo di contattare i nostri clienti e conoscenze sul posto per non farci trovare sprovveduti”, tiene a precisare l’export sales assistant dell’azienda reatina che è specializzata nel trattamento delle acque con una produzione interamente Made In Italy, così come la quasi totalità della strumentazione che commercializza.
Injecta opera in gran parte del mondo e il suo interesse per espandere la propria attività in Africa non smette di crescere.
“Il problema risiede nel fatto che Cina e altri paesi emergenti sono diffusamente insediati sul territorio africano, generando grandi difficoltà per le aziende italiane che invece hanno appena iniziato a approcciare il mercato”, si rammarica Brandelli sottolineando del resto un’assenza quasi totale nella penisola di informazione sull’Africa: “Bisogna cercarsela da soli, oltre al lavoro di ricerca di nuovi mercati”, deplora l’interlocutore di InfoAfrica evidenziando un vero e proprio disinteresse della stampa italiana per il continente.
“Injecta è attiva in Nord Africa ma, almeno per la nostra azienda, il vero mercato è l’Africa subsahariana a fronte del bisogno di bonificare le acque che perdura in quell’area – conclude Brandelli – Insomma, pian piano seminiamo nel continente”.

© Riproduzione riservata

Per approfondire:

Alla Tanzania ‘piace’ evidentemente il numero 7. L’economia di questo grande e interessante Paese posto a metà fra Africa australe e orientale è cresciuta del 7% nel 2014, lo stesso ha fatto nel 2015 (benché il dato debba ancora essere ufficializzato) e per 2016 e 2017 la stima di crescita fatta dalla Banca Mondiale è del 7,2%.



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