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Angola: export italiano in riduzione, ma concrete sono le opportunità di ripresa

L’Angola ricopre l’86a posizione nella graduatoria dei mercati destinatari dell’attività di export italiano e il 5° posto nella classifica che interessa in particolare i Paesi dell’Africa subsahariana.
Tuttavia Sace, la società assicuratrice del gruppo Cassa depositi e prestiti, che riporta questi dati, segnala anche la tendenza al ribasso nel volume delle esportazioni italiane, sulla scia di un trend in atto già nell’anno precedente. In particolare, i dati diffusi dall’Agenzia Ice e relativi al periodo che va da gennaio a novembre del 2016, mostrano un calo del 26,3% rispetto allo stesso periodo del 2015: da un volume di merci esportate pari a 227,4 milioni di euro nel 2015, si è passati a 167,5 milioni di euro nel 2016. I prodotti di punta dell’export italiano sono i macchinari, che hanno generato introiti nel periodo considerato per oltre 45 milioni di euro, mentre a seguire troviamo tubi, condotti, profilati cavi e relativi accessori in acciaio (per un valore di 27,1 milioni) insieme a carni lavorate e conservate (21,6 milioni). Gli ultimi due comparti hanno segnato in realtà un andamento positivo, con la prima categoria in deciso aumento del 478,6%, ma il calo che ha contraddistinto la maggior parte delle altre voci ha determinato, appunto, una restrizione complessiva delle esportazioni superiore al 26%. Tra gli altri prodotti richiesti dal mercato angolano, si segnalano frutta e ortaggi lavorati e conservati, macchine per impieghi speciali, autoveicoli, motori, generatori e trasformatori elettrici, mobili. Anche il settore delle importazioni dal Paese australe verso l’Italia mostra percentuali in ribasso, come confermato da Sace e Ice. Esaminando ancora i dati Ice, nel periodo da gennaio a novembre del 2016, l’Italia risulta importatore netto di greggio (che costituisce la parte più rilevante nel paniere dei prodotti importati, seguito a distanza da macchine di impiego generale e metalli di base preziosi) ma con una forte riduzione nel valore in euro, che si attesta intorno al 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando dai 782,5 milioni del 2015 ai 374 milioni del 2016.Offshore_platform_on_move_to_final_destination,_Ilha_de_Luanda

Un riflesso, questo, dei prezzi del greggio sui mercati internazionali. Analizzando i dati diffusi, pertanto, si può riscontrare come i rapporti commerciali tra i due Paesi stiano subendo un sostanziale declino dovuto, almeno in parte, all’alto tasso di rischio sia politico sia di credito che, stando a quanto stimato da Sace, si attestano rispettivamente a 77 e 81, su un massimo di 100. Tuttavia, concrete sono le opportunità di ripresa per l’export italiano verso questo Paese: secondo quanto riportato da Sace, una nuova intensificazione dell’export a partire dal 2017 potrebbe determinare un incremento dell’1,8% nel 2019, corrispondente a 259,7 milioni, valori comunque distanti dai numeri del 2014, quando l’Italia esportava un volume di merci pari a circa 400 milioni di euro. [GP]

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Per approfondire:

coverMarzo

Il corso del greggio sui mercati internazionali ha affossato tutte quelle economie eccessivamente legate allo sfruttamento di questa risorsa, e l’Angola non ha fatto eccezione. Tuttavia, i nuovi scenari possono aprire anche nuove opportunità.



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