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    Tre scenari possibili: pace, sviluppo o conflitti

    La popolazione africana aumenta a ritmi impressionanti. Al di là delle banalità o dei nascondimenti della politica è evidente che questo è un fenomeno che ha ripercussioni sull’Africa stessa, sul resto del mondo e ovviamente sull’Europa. Ripercussioni già evidenti, ma di cui vediamo appena la punta dell’iceberg. Di fronte a queste trasformazioni, e tentando un’azzardata semplificazione, tre sono gli scenari che si possono disegnare.

    Primo scenario. L’Africa si sviluppa economicamente, diventa un centro di attrazione dei capitali internazionali, si dota di un’industria manifatturiera e di un’agricoltura moderna, crea decine di milioni di posti di lavoro. I flussi migratori irregolari si riducono, con conseguente aumento dell’emigrazione regolare e con spostamenti consistenti di popolazioni all’interno del continente stesso.

    Secondo scenario. Parallelamente alla crescita demografica, l’Africa non riesce a sbloccare un sostanziale sviluppo economico. Di conseguenza i flussi irregolari aumentano con ripercussioni di vario tipo sull’Europa e su altre parti del mondo. In qualche modo e con il passare degli anni, questa massa umana viene assorbita.

    Terzo scenario. Come sopra, l’Africa aumenta la propria popolazione ma non sviluppa a sufficienza la propria economia. Nell’ancora prospero Nord del mondo prevalgono spinte contro i flussi migratori e favorevoli all’uso della forza, al conflitto. Una guerra tra ricchi e poveri. A tutti noi la scelta.



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