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Somalia: accordo di collaborazione tra Università somala e Società geografica italiana

Un accordo di collaborazione tra l’Università nazionale somala e la Società geografica italiana (Sgi) è stato firmato a Roma allo scopo di creare canali di cooperazione ulteriori tra l’Italia e la Somalia contribuendo in questo modo alla ricostruzione del Paese del Corno d’Africa. “Stiamo studiando le modalità per arginare  e anzi scoraggiare la fuga di cervelli dalla Somalia e dall’Africa in general” ha detto Paolo Sannella, presidente del Centro relazioni per l’Africa della Società geografica italiana. “Questo accordo – ha aggiunto – intende creare una collaborazione per la formazione di professionisti e allo stesso tempo fare in modo che queste figure professionali restino nei Paesi di origine soprattutto lì dove c’è più bisogno”. A sottolineare l’importanza dell’accordo è stato il rettore dell’Università nazionale somala, Mohamed Ahmed Jimale, ricordando come la Somalia abbia assoluto bisogno di medici, agronomi e veterinari, per rispondere alle immediate esigenze della popolazione e della sua economia, essenzialmente legata ad agricoltura e allevamento. Alla firma dell’accordo era presente anche il professor Vittorio Colizzi, immunologo di fama internazionale che ha condotto collaborazioni di successo tra il mondo universitario italiano e alcuni Paesi africani, il Camerun in particolare. Il rettore Jimale ha quindi partecipato alla riunione del Comitato Scientifico del Programma di collaborazione universitaria ‘Somali Web University’, diretto dallo stesso Colizzi, cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e gestito dal Centro Interuniversitario di Ricerca Per lo Sviluppo sostenibile (CIRPS). Il Programma, già in esecuzione, segna la ripresa dei tradizionali canali di collaborazione tra Italia e Somalia a livello scientifico e accademico e si inserisce in un settore strumentale alla pacificazione e alla ricostruzione del Paese africano. Il Comitato – copresieduto da  Jimale e da Colizzi, e composto da rappresentanti delle Università di Roma Tre, Torino, Firenze, Pavia, Trieste e Bari – ha fatto il punto sulle attività realizzate e da realizzare al fine di sostenere il rilancio dell’Università Nazionale in Somalia, attraverso il supporto scientifico e la fornitura di materiale didattico prioritario.

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La riforma della cooperazione, incanalando i tanti sforzi dedicati al continente, potrebbe aprire un varco verso la creazione e il rafforzamento di logiche di azioni integrate.

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