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Marocco: ‘boom’ dell’industria aeronautica, opportunità anche per l’Italia

MAROCCO – La progressiva crescita del settore aeronautico in Marocco potrebbe produrre nuove opportunità d’investimento anche per la filiera italiana. Rabat ha infatti in programma di raddoppiare il volume d’affari e il numero di operatori nel settore entro il 2020. Di queste opportunità parla il numero di dicembre di “Diplomazia economica italiana”, la newsletter quindicinale con notizie economiche ed approfondimenti dalla rete Diplomatico-Consolare all’estero.

La storia dell’industria aeronautica in Marocco ha avuto inizio con l’arrivo nel 2012 dell’azienda canadese Bombardier che ha investito 200 milioni di dirham (quasi 20 milioni di euro) in un’unità produttiva a Nouacer. Grazie a questi investimenti l’azienda beneficerà di un’esenzione totale d’imposte per i primi 5 anni e di una tassazione agevolata all’8.75% per i successivi 20 anni, per raggiungere un tasso del 17,5% oltre questo periodo.

Anche Aerolia, filiale francese del gruppo Airbus, ha avviato una fabbrica specializzata nell’assemblaggio di grossi sottoinsiemi e aerostrutture complesse a Midparc, piattaforma industriale integrata di Nouacer inaugurata nel 2013.

L’area, estesa su 63 ettari ed ulteriormente estendibile per altri 62, è situata in una posizione strategica, a 30 chilometri da Casablanca e collegata alla città grazie a un’efficiente rete stradale e ferroviaria. La vicinanza dell’Aeroporto Internazionale di Casablanca Mohammed V, con più di 7 milioni di passeggeri e oltre 70 destinazioni internazionali rende i collegamenti tra il Marocco, l’Africa, l’Europa e il Medio Oriente più snelli.

Analizzando l’evoluzione dell’industria aeronautica in Marocco risulta perciò evidente il forte sviluppo che è in atto nel Paese. Mentre 10 anni fa il settore non superava l’1% delle esportazioni, oggi il suo contributo è del 4,5% e si prevede che crescerà del 18% nel periodo 2015-2020 per raggiungere un volume d’affari di 16 miliardi di dirham, corrispondenti a circa 1,5 miliardi di euro.

Complessivamente oltre 110 compagnie aeronautiche e aerospaziali hanno creato stabilimenti sul territorio marocchino. L’industria aeronautica punta a raddoppiare sia la propria capacità, data la presenza in loco di strutture di buona qualità e di circa 1.500 esperti del settore, sia il numero di operatori, attraverso la creazione di 23.000 nuovi posti di lavoro entro il 2020.

A tal proposito, il patto di integrazione industriale firmato a luglio 2015 definisce le modalità di sviluppo dell’industria aeronautica marocchina con l’obiettivo di creare un distretto industriale di alta tecnologia, il Casablanca Aero Pole.

Tasselli fondamentali in tale processo sono indicati nella creazione di una partnership innovativa tra Stato e categorie professionali e nell’incremento del valore aggiunto della produzione attraverso l’attrazione di imprese europee collegate al settore aeronautico.

Lo sviluppo atteso nel settore è infatti sostenuto dalla decisione di varie aziende di aumentare i propri investimenti in Marocco. Alcoa Fastening System, del gruppo statunitense Alcoa, che già dispone di un’unità produttiva nella zona industriale di Bouskoura, ha infatti reso manifesta la sua volontà di investire 50 milioni di dirham (circa 5 milioni di euro) nel settore. Un investimento di oltre 50 milioni di dirham è stato pianificato anche dall’azienda francese Safran Aircelle con l’obiettivo di ampliare del 40% la capacità produttiva della fabbrica di Nouacer. Oltre alle precedenti, si aggiunge l’azienda marocchina MATIS (Maroc Aero-Technical Interconnect Systems), che produce quasi 120.000 fasci di cavi all’anno destinati ai velivoli commerciali di Boeing e ha previsto un aumento della sua produzione per rifornire anche i nuovi Boeing 737 NG, i 777 e nuove commesse per il 787 Dreamliner. [Fonte : Diplomazia economica italiana]

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