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Modello Marocco

Partire dai numeri per capire il Marocco dà l’idea precisa del punto in cui si trova adesso il paese. Confrontare numeri e dati dà l’immagine nitida del percorso intrapreso con re Mohammed VI, quando questi subentrò al padre Hassan II nel 1999.

I dati preliminari – diffusi di recente dalla Banca centrale del Marocco e che potranno essere confermati solo tra qualche mese – indicano per il 2015 una crescita del pil del 4,6%; certificano la Spagna come primo partner commerciale, seguita a ruota dalla Francia; fissano l’inflazione all’1,2%; registrano un netto aumento degli investimenti stranieri (+8% lo scorso anno, +38% tra il 2001 e il 2013); e, infine, riportano un calo della disoccupazione di quasi un punto percentuale (dal 9,6 all’8,7%).

Prendiamo come elemento di riflessione il pil: la crescita di quest’anno è quasi il doppio di quella dell’anno precedente (2,6%), ma conferma un trend in atto da oltre dieci anni, poiché tra il 2001 e il 2013 la crescita media del prodotto interno lordo è stata del 4,8%. Una media che ha risentito poco degli effetti della crisi economica internazionale e delle vicende politiche (nonché dei conflitti) che hanno scosso il Nord Africa e che comunemente abbiamo catalogato con la definizione di Primavere arabe. Un punto su cui spesso si soffermano molti dirigenti marocchini riguarda il percorso, quasi la marcia inesorabile, verso la democratizzazione di un regno che pure aveva sperimentato anni bui, subito dopo l’indipendenza dalla Francia…(Continua su Africa e Affari)

In questo Focus:

  • Un hub per cinque continenti – Il paese nordafricano ha ‘messo da parte’ i fosfati, una delle poche risorse naturali
    di cui può disporre per le esportazioni, e scommesso sull’industria, sull’agricoltura
    e sullo sviluppo delle energie rinnovabili, ma soprattutto sulla propria posizione.
  • Investimenti: esenzioni e incentivi per l’export
  • Automotive: Renault, Peugeot e non solo…
  • Energia: il cantiere delle fonti rinnovabili
  • Agribusiness: un Piano verde per crescere
  • Turismo: obiettivo raddoppiare gli arrivi
  • Intervista / Hassan Abouyoub – L’ambasciatore di Rabat a Roma ripercorre la storia della regione mediterranea
    e delle relazioni tra le due sponde, invitando l’Europa e l’Italia a guardare con più
    attenzione a sud: “Molte soluzioni all’attuale fase di crisi sono già ora in Africa”.
  • Intervista / Roberto Natali – Il rappresentante diplomatico dell’Italia in Marocco sottolinea gli spazi aperti in alcuni
    settori, soprattutto agribusiness ed energia, insieme alle possibilità di partenariato
    e cita un asset molto particolare costituito dai cittadini marocchini rientrati dall’Italia.
  • Intervista / Giovanni Bifulco – Secondo il direttore dell’Agenzia Ice di Casablanca sussistono elementi che hanno
    ostacolato la presenza di imprese italiane e che comunque devono essere tenuti
    in considerazione. Tra questi: analfabetismo, corruzione e l’Italia vista come outsider.
  • La comunità marocchina in Italia
  • Oltre le colonne d’Ercole, Tangeri Med – Inaugurato nel 2007, il porto realizzato di fronte a Gibilterra, è la punta di diamante
    di una piattaforma logistica e industriale. A regime avrà una capacità annuale di 8,2 milioni di teu, di sette milioni di passeggeri e di un milione di autoveicoli esportati.

Nella sezione Equilibri:

  • Africa’s Pulse, il freno di mercati e Cina
  • Donne più libere con cacao e sapone
  • ZOOM / La Costa d’Avorio vuole più Italia

Dentro l’Africa:

  • Energia / Rapporto Irena sulle rinnovabili in Africa
  • Agricoltura / Il Mozambico sceglie le sue catene di valore
  • Industria / Senegal, una zona speciale per il pellame
  • Infrastrutture / Costa d’Avorio, in treno con Italferr
  • Commercio / Tunisia e Ue, negoziati per il libero scambio
  • Economia e finanza / Angola, nuove regole per chi investe
  • Sviluppo / Angola, un piano regolatore per Luanda

 

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Anno

3

Numero

9
Novembre 2015