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R. D. Congo: idroelettrico, a fine mese la gara per la diga di Inga III

REP. DEM CONGO – Sarà lanciata il prossimo 30 giugno l’appello per offerte per la realizzazione del progetto Inga III, che prevede la costruzione di una grande diga idroelettrica sul sito Inga sul fiume Congo.

Lo ha annunciato ieri il ministro congolese dell’Energia e delle Risorse idriche, Jeannot Nenga Matadi, parlando in occasione della settimana francese in corso a Kinshasa.

Il ministro ha spiegato che la diga di Inga produrrà oltre 5.500 megawatt di energia, per alimentare le miniere attive nella provincia del Katanga e anche l’industria sudafricana.

“Inga è una struttura idroelettrica regionale e internazionale, perché trasporterà energia elettrica in diversi paesi africani, tra cui alcuni paesi in deficit energetico dell’Africa orientale e meridionale”, ha detto il ministro ieri.

Nenga Matadi ha poi aggiunto che, a parte la diga Inga, il governo congolese intende cercare il sostegno degli investitori stranieri per la costruzione di altre centrali idroelettriche in tutto il paese.

“Ci sono al momento almeno otto differenti siti che abbiamo individuato e in cui possono essere costruite centrali idroelettriche. Invitiamo pertanto la investitori europei, asiatici, americani a venire ed investire nel settore energetico nella Repubblica democratica del Congo” ha concluso.

Agli inizi di Aprile la Banca Mondiale, principale finanziatore del progetto Inga III(che prevede l’estensione delle dighe I e II già esistenti), aveva fatto sapere che i lavori di costruzione dell’opera non potranno cominciare prima del 2017, precisando che ci sono ancora molte questioni tecniche da risolvere.

La Banca Mondiale e la Banca africana per lo sviluppo forniscono un’assistenza tecnica al governo per lo studio di fattibilità del progetto, che dovrebbe consentire di aumentare notevolmente la produzione di energia elettrica non solo in Congo ma in vari paesi del continente, a cominciare dal Sudafrica.

Rimasto sulla carta per decenni, il progetto ha ripreso vigore nel 2013 con l’intento del Sudafrica di comprare parte della produzione della futura diga.

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