In Uganda è scontro politico sul clean cooking

di: Andrea Spinelli Barrile | 19 Ottobre 2026

In Uganda è aperto lo scontro politico sul carbone vegetale, utilizzato per cucinare, che di recente è stato proibito dal commercio in tutto il Paese nell’ottica dell’adozione di fonti energetiche alternative e di “cucina pulita” a gas.

Il Parlamento ugandese ha avviato un’azione per sospendere il divieto di commercio di carbone vegetale, in attesa che il ministro dell’Energia e dello sviluppo minerario presenti al Parlamento una roadmap in merito alla questione e all’adozione di fonti energetiche alternative. L’applicazione del divieto fa seguito a un decreto presidenziale emesso nel 2023, che vieta la produzione e il commercio di carbone vegetale in tutto il Nilo Occidentale, nell’Uganda Settentrionale, nel Karamoja e nella sottoregione di Teso.

Oggi, quel divieto è esteso a tutta l’Uganda: “Il governo dovrebbe venire mercoledì prossimo ad aggiornarci su questo divieto e a dirci a che punto è arrivato il ministero nella promozione delle fonti di energia alternative” ha detto il presidente del Parlamento, Jacob Marksons Oboth, aggiungendo che “da qui a mercoledì, sospendiamo innanzitutto l’applicazione del divieto. Lo dico non perché io sia a favore del carbone, ma perché sono consapevole di quanto sarà difficile per le autorità far rispettare il divieto”.

Il leader dell’opposizione in Parlamento, Joel Ssenyonyi, ha detto che l’annuncio sull’applicazione del divieto ha causato grande allarme nell’opinione pubblica: secondo un’indagine statistica del 2024, dall’87% al 94% degli ugandesi utilizza ancora carbone e legna da ardere per cucinare e scaldarsi. “Con quanta determinazione stiamo rendendo possibile l’accesso dei cittadini comuni a fonti energetiche alternative? Questa direttiva è stata emanata tre anni fa, ma cosa ha fatto il governo per rendere queste alternative accessibili a basso costo agli ugandesi prima di poter intervenire con maggiore decisione?” ha detto Ssenyonyi.

La viceministra per l’Energia e lo sviluppo minerario, Phiona Nyamutooro, ha dichiarato che il ministero sta promuovendo fonti energetiche alternative, tra cui il gas di petrolio liquefatto, la cottura elettrica, l’etanolo e il biogas: il governo ha istituito una tariffa specifica per la cottura al fine di incentivare l’utilizzo dell’elettricità mentre “nell’ambito della produzione di petrolio e gas, il Gpl verrà prodotto sia dal progetto Tilenga che da quello Kingfisher. Ci auguriamo che ciò contribuisca a migliorare l’accesso al gas pulito”.

Inoltre, il ministero continua a condurre campagne di distribuzione gratuita di bombole di Gpl e accessori per incentivare l’utilizzo del gas come fonte di energia alternativa. L’Unità per la cottura pulita del ministero continua a sensibilizzare il pubblico in merito alle percezioni sulla sicurezza del gas e alle barriere culturali. Nonostante questo, Ssenyonyi ha contestato l’impatto della diffusione dell’uso del Gpl, stimandolo al 2%, e ha aggiunto che molte persone non possono permettersi le ricariche di gas nonostante i kit gratuiti del ministero.

© Riproduzione riservata

Articoli correlati

spot_img
spot_img

Newsletter gratuita

spot_img

I corsi di Internationalia

spot_img

Rubriche