di: Michele Vollaro | 10 Luglio 2026
Il governo della Tanzania ha ordinato a tutte le istituzioni responsabili della gestione ambientale e sanitaria di rendere le future infrastrutture idriche e di depurazione resistenti ai cambiamenti climatici. La direttiva è stata resa nota dal ministro di Stato presso l’Ufficio del primo ministro con delega alle Politiche di coordinamento parlamentare e disabilità, Palamagamba Kabudi, in occasione dell’apertura del Secondo forum nazionale sulla sanità a Dodoma. Kabudi ha avvertito che la cattiva gestione dei rifiuti e l’assenza di una pianificazione adeguata stanno aggravando le inondazioni, l’inquinamento e i rischi per la salute pubblica nel Paese.
Secondo le informazioni rese note, i piani di risanamento idrico e ambientale dovranno d’ora in avanti considerare le caratteristiche specifiche di ogni territorio, tutelando le sorgenti d’acqua e salvaguardando le aree vulnerabili alle alluvioni. “Le infrastrutture dovrebbero essere sviluppate in base alle peculiarità di ciascuna area, garantendo al contempo la conservazione ambientale”, ha precisato Kabudi, condannando fermamente la pratica di gettare rifiuti nei canali di scolo prima della stagione delle piogge.
La necessità di investimenti strutturali nel settore è confermata dai dati diffusi dall’Autorità di regolamentazione dei servizi per l’energia e l’acqua, (Ewura), il cui direttore finanziario Stanley Mahembe ha ricordato che solo 24 delle 84 autorità idriche nazionali dispongono attualmente di impianti per il trattamento delle acque reflue e dei fanghi fecali. Sebbene sette amministrazioni stiano costruendo tali strutture e altre 12 stiano preparando i siti per i futuri investimenti, ben 41 autorità – quasi la metà delle utility del Paese – risultano ancora completamente prive delle infrastrutture necessarie a garantire la sicurezza ambientale e la salute dei cittadini.
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