Africa: l’AfDB annuncia la nascita di una rete di capo economisti

di: Celine Camoin | 20 Luglio 2026

È stata lanciata da Abidjan la Rete africana dei capo economisti (Ace-network, African chief economists network), una piattaforma strategica concepita per promuovere risposte coordinate di fronte alle complesse sfide globali. La nascita di questo organismo rappresenta uno dei risultati più significativi dell’edizione 2026 della Conferenza economica africana (Cea), un forum di tre giorni incentrato sul tema del rafforzamento dell’influenza geopolitica e della resilienza commerciale in un contesto internazionale multipolare. L’incontro è stato promosso congiuntamente dal gruppo della Banca africana di sviluppo (AfDB), dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), riunendo ministri, responsabili di banche centrali, accademici e ricercatori.

La creazione della nuova rete risponde a una presa di coscienza collettiva sulla necessità di unire le competenze dei massimi esperti per supportare i governi nella gestione di crisi sempre più connesse. La piattaforma ha l’obiettivo di rafforzare l’elaborazione di politiche fondate su dati probanti e favorire soluzioni strutturate direttamente dal continente per far fronte a tensioni geopolitiche, shock climatici e problemi legati al debito. L’organismo non si configurerà come una nuova istituzione formale e burocratica, ma opererà come una comunità informale a cui si accederà esclusivamente su invito. Al suo interno siederanno i consiglieri economici di presidenti e primi ministri di ogni Paese africano, oltre a vicegovernatori delle banche centrali, direttori dei principali centri di ricerca e rappresentanti del settore privato.

Il gruppo di esperti prevede di riunirsi annualmente durante l’assemblea continentale della Cea, organizzando al contempo consultazioni virtuali a cadenza trimestrale e incontri straordinari in presenza di improvvisi shock economici regionali o globali. Le priorità strategiche indicate per i prossimi anni includono la difesa della sovranità intellettuale, l’aumento degli investimenti nella ricerca scientifica, il miglioramento del coordinamento delle politiche pubbliche, la riduzione delle duplicazioni istituzionali e il potenziamento dei sistemi di allerta precoce per mitigare i rischi macroeconomici emergenti.

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