Madagascar: filiera vaniglia tra primato e sfide

di: Valentina Milani | 30 Aprile 2026

Il Madagascar produce tra il 70 e l’80% della vaniglia naturale mondiale, con una produzione annua compresa tra 1.800 e 3.000 tonnellate, confermandosi uno dei principali esportatori agricoli del Paese. Lo ricorda l’agenzia Anadolu, precisando che il settore garantisce sostentamento a 80.000-100.000 produttori, direttamente o indirettamente, e rappresenta una componente chiave dell’economia rurale.

La regione di Sava concentra da sola tra l’80 e il 90% della produzione nazionale, pari a circa 1.500-2.500 tonnellate, con Sambava considerata la capitale della vaniglia. In quest’area, circa il 93% delle famiglie rurali dipende dalla coltivazione della pianta.

La produzione richiede tempi lunghi e lavorazioni complesse: dopo circa due anni e mezzo dalla piantagione compaiono i primi fiori, che devono essere impollinati manualmente uno a uno. Le bacche maturano nove mesi dopo e vengono sottoposte a diverse fasi di trasformazione, tra cui scottatura, essiccazione e affinamento.

Nonostante il primato globale, la filiera affronta crescenti difficoltà, tra cui parassiti, insicurezza nelle aree rurali e il calo dei prezzi internazionali, che riduce i margini dei produttori. A questi fattori si aggiunge la variabilità climatica, che incide sui raccolti, alimentando timori per il futuro del comparto e per il mantenimento della leadership mondiale della regione di Sava.

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