di: Ernesto Sii | 9 Giugno 2026
Il Kenya sta trasformando il suo principale asse logistico con due grandi progetti stradali che insieme valgono circa 3,5 miliardi di dollari e coprono oltre 400 chilometri tra Nairobi e il confine ugandese. Per le imprese italiane attive nel settore delle infrastrutture, della mobilità e dell’ingegneria civile, il cantiere keniano rappresenta uno dei contesti più dinamici dell’Africa orientale.
Il progetto più avanzato riguarda la Rironi-Mau Summit, i 175 chilometri che collegano la capitale al cuore degli altipiani: un’autostrada a quattro e sei corsie in costruzione secondo il modello della partnership pubblico-privata, con un costo stimato di 2 miliardi di dollari. I lavori, avviati nel novembre 2025 e affidati alla China Road and Bridge Corporation per la sezione Nairobi–Gilgil e alla cinese Shandong Hi-Speed per la tratta Gilgil–Mau Summit, stanno procedendo con l’impiego di squadre aggiuntive mobilitate nelle ultime settimane per rispettare le scadenze. La prima sezione, la Rironi–Naivasha, dovrebbe aprire al traffico in agosto, mentre il completamento dell’intera carreggiata è atteso per la primavera del 2027. Il presidente William Ruto ha già annunciato che le celebrazioni del Madaraka Day del 1° giugno 2027 si terranno a Nakuru, segnando simbolicamente l’inaugurazione dell’opera.
Il secondo progetto guarda più in là, verso il confine. La Kenya National Highways Authority ha avviato le procedure per affidare gli studi di fattibilità della Mau Summit-Eldoret-Malaba, 245 chilometri della strada internazionale A8 da trasformare in una doppia carreggiata a quattro corsie con infrastrutture di pedaggio e sistemi di trasporto intelligenti, per un valore stimato di 1,5 miliardi di dollari. Il progetto è sostenuto dalla Asian Infrastructure Investment Bank e prevede la selezione di un concessionario privato attraverso una gara Ppp il cui bando potrebbe essere pubblicato già nel terzo trimestre di quest’anno. La chiusura commerciale è attesa per la metà del 2027.
Insieme, i due interventi ridisegneranno il Corridoio Nord, l’arteria che dal porto di Mombasa raggiunge Uganda, Rwanda, Burundi, Sudan del Sud e Repubblica Democratica del Congo, smistando ogni giorno migliaia di mezzi pesanti in uno dei tratti più congestionati e pericolosi dell’Africa orientale.
Per le imprese italiane specializzate in ingegneria stradale, gestione di concessioni, tecnologie per il traffico, opere civili e fornitura di materiali e macchinari da costruzione, la finestra per inserirsi nella filiera — anche come partner di secondo livello o fornitori di tecnologia — è ancora aperta, in particolare sul secondo progetto, che deve ancora selezionare advisor, progettisti e infine il concessionario.
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