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Il Sudan a Roma: un ponte per gli investimenti verso Africa e mondo arabo

di: Redazione | 4 Ottobre 2013

Pace e benessere, cooperazione e sviluppo: su queste parole chiave si è tenuto ieri a Roma, nella sede di Confindustria, una conferenza di alto livello sul Sudan che ha visto la partecipazione di una folta delegazione proveniente da Khartoum e guidata dal ministro degli Esteri Ali Ahmed Karti. L’incontro – per l’Italia era presente il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli – è stato organizzato da Assafrica & Mediterraneo in cooperazione con l’ambasciata sudanese in Italia e ha riunito aziende e istituzioni italiane e sudanesi con l’obiettivo di valutare insieme forme di cooperazione economica.
Il Sudan – che si presenta come “ponte per commercio e investimenti verso l’Africa e il mondo arabo – sta attraversando una fase complessa come ha detto lo stesso Karti. Viene dall’indipendenza del Sud Sudan, deve risolvere situazioni conflittuali ai suoi confini meridionali e ad est. “Ma – ha detto Karti – in molti casi la politica sudanese e le scelte fatte si sono dovute scontrare con le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e con una informazione poco obiettiva sulle questioni interne del paese”. L’Italia, secondo Karti, ha però svolto sempre un ruolo politico positivo, senza seconde agende, e la missione di imprenditori e politici giunta a Roma intende aprire porte verso una realtà che presenta sfide ma che può risultare proficua per entrambi.
Sul valore della cooperazione e sugli spazi dell’Italia ha parlato Lapo Pistelli. Sentito da InfoAfrica – il vice ministro italiano – ha detto che il Sudan e l’Africa tutta possono avere delle risposte da poter dare al nostro sistema economico e l’Italia ha delle eccellenze, delle tecnologie e delle conoscenze che possono fare avanzare a loro volta l’Africa. Il ruolo riconosciuto dal Sudan all’Italia, ha sottolineato Pistelli, è “un ruolo che generalmente in Africa le viene riconosciuto” e che può andare a vantaggio delle imprese italiane in un’ottica di sistema e di “fare rete”.
Su quest’ultima necessità ha insistito Pier Luigi D’Agata, direttore generale di Assafrica & Mediterraneo: “Il tessuto industriale italiano – ha detto D’Agata a InfoAfrica – è fatto soprattutto di piccole e medie imprese che in Africa da sole non possono andare. Ecco perché appuntamenti come quello di oggi a Roma possono rappresentare il punto di partenza per impostare politiche economiche verso nuovi mercati in un’ottica di partnership e di sistema”.

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