di: Valentina Milani | 9 Settembre 2026
L’Egitto ha introdotto una serie di riforme per migliorare il contesto degli investimenti nel settore minerario e attirare maggiori capitali esteri. Lo ha detto il ministro del Petrolio e delle Risorse minerarie, Karim Badawi, intervenendo alla conferenza Africa Down Under (Adu) in Australia.
Secondo il ministro, le misure comprendono l’aggiornamento della legislazione mineraria, l’introduzione di un nuovo modello di sfruttamento basato su canoni e imposte e un sistema che consente agli investitori di accedere durante tutto l’anno alle aree aperte all’esplorazione. È stato inoltre istituito uno sportello unico per semplificare il rilascio delle licenze e le procedure di approvazione.
Badawi ha spiegato che il programma risponde alle richieste avanzate dagli investitori nell’ambito del dialogo avviato con gli operatori del settore minerario a partire dal quarto trimestre del 2024.
Il ministro ha inoltre sottolineato il ruolo dell’Autorità per le risorse minerarie e le industrie estrattive (Mrmia), la cui trasformazione in un organismo economico punta a rafforzare diverse attività del comparto, comprese le ricognizioni aeree e le missioni geologiche. L’obiettivo è mettere a disposizione delle società minerarie informazioni aggiornate per rendere più efficiente l’esplorazione, indirizzare gli investimenti verso le aree considerate più promettenti e ridurre rischi e costi.
L’Egitto dispone, secondo Badawi, di circa 100.000 chilometri quadrati di rocce del basamento affioranti nel Deserto Orientale e nel Sinai meridionale, con potenziale per l’estrazione di oro, rame, nichel, cobalto, metalli del gruppo del platino e terre rare.
Il ministro ha infine auspicato un rafforzamento della cooperazione con l’Australia negli investimenti minerari, nelle tecnologie, nei servizi e nella formazione, invitando gli operatori del settore a partecipare all’Egypt Mining Forum, in programma il 28 settembre nella Nuova Capitale amministrativa.
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