di: Valentina Milani | 31 Agosto 2026
Il porto di Gibuti ha movimentato 17,57 milioni di tonnellate di merci importate ed esportate dall’Etiopia nell’esercizio fiscale 2025-2026, pari al 96,71% del traffico commerciale estero del Paese. Lo ha reso noto il ministro di Stato etiope dei Trasporti e della Logistica, Denge Boru, presentando i dati relativi all’esercizio concluso il 7 luglio 2026.
Le importazioni hanno raggiunto 15,93 milioni di tonnellate, contro 1,64 milioni di esportazioni. Il trasporto su strada resta largamente prevalente, con 14,08 milioni di tonnellate, pari all’80,15% del totale, mentre la ferrovia Etiopia-Gibuti ne ha movimentate 3,32 milioni, il 18,92%. Il trasporto aereo si è fermato a 164.781 tonnellate.
I dati confermano la forte dipendenza di Addis Abeba dal corridoio di Gibuti, nonostante gli sforzi per diversificare gli accessi marittimi. Berbera ha rappresentato il 2,74% delle merci movimentate attraverso i diversi corridoi marittimi, Tadjourah l’1,23% e Mombasa-Moyale lo 0,56%.
Il caffè resta la principale esportazione in volume, con 440.090 tonnellate, seguito da legumi, semi oleosi e prodotti ortofrutticoli. Il governo ha inoltre riferito che 47.753 dei 63.857 container da 20 piedi spediti durante l’esercizio sono stati caricati all’interno del Paese, con un risparmio stimato in 12,08 milioni di dollari (circa 10,3 milioni di euro) in valuta estera.
Il settore logistico continua a risentire delle tensioni nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb, che secondo le autorità alimentano rischi per la sicurezza, aumenti dei costi di trasporto e pressioni sui corridoi di transito.
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