Costa d’Avorio: l’economia diventa più attraente

di: Andrea Spinelli Barrile | 30 Giugno 2026

L’economia della Costa d’Avorio è passata da una condizione di rischio “moderato” a una di rischio “basso” e il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha fatto sapere di essere pronto a erogare “immediatamente” 832,8 milioni di dollari alla Costa d’Avorio nell’ambito di diversi programmi di aiuto.

Il consiglio direttivo del Fondo ha esaminato e approvato tre programmi, che consentiranno ad Abidjan di contrarre prestiti: nella dichiarazione, l’Fmi ha elogiato le autorità della Costa d’Avorio per i “costanti sforzi di riforma” che hanno “contribuito a ripristinare la stabilità macroeconomica”. Per quasi 15 anni, il Paese ha registrato tassi di crescita elevati, tra i più alti della regione, e ha ritrovato stabilità dopo un decennio di conflitti all’inizio degli anni Duemila.

L’istituto bancario con sede a Washington prevede un rallentamento della crescita al 6% nel 2026, rispetto al 6,5% del 2025, a causa delle ripercussioni economiche della guerra in Medio oriente e dell’accresciuta incertezza globale: “L’inflazione, che nel 2025 era scesa quasi a zero, ha iniziato a riprendersi e si prevede che nel 2026 si attesti in media al 3,3%, trainata dall’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia” si legge nel comunicato di Fmi.

Inoltre, in seguito all’analisi di sostenibilità del debito condotta congiuntamente dal Fmi e dalla Banca mondiale, il ministero dell’Economia, delle finanze e del bilancio ivoriano ha annunciato ieri che la sua economia è appena passata da una condizione di rischio “moderato” a una di rischio “basso” di sovraindebitamento, sia per il debito estero che per il debito totale: con questo risultato, la Costa d’Avorio diventa l’unico Paese dell’Africa subsahariana a raggiungere questa categoria, uno sviluppo attribuibile al rafforzamento della capacità di indebitamento del Paese, a una gestione più proattiva del debito pubblico e agli effetti del consolidamento fiscale e del miglioramento delle entrate pubbliche.

In termini numerici, alla fine del 2025 il debito pubblico del governo centrale è stimato in 57,5 ​​miliardi di dollari (33.159,2 miliardi di franchi Cfa), pari al 57,1% del Pil, rispetto ai 31.406,9 miliardi di franchi Cfa e al 59,5% del Pil dell’anno precedente. Di questo totale, il debito estero rappresenta 21.060,1 miliardi di franchi Cfa (36,3% del Pil), mentre il debito interno ammonta a 12.099,1 miliardi di franchi Cfa (20,8% del Pil). Il Pil nominale del paese è stimato a 58.061,1 miliardi di franchi Cfa alla fine del 2025. Il ministero ha inoltre precisato che per il 2026 le autorità ivoriane contano su un rapporto debito pubblico/PIL intorno al 57% e su un Pil nominale previsto di 62.364,4 miliardi di franchi Cfa.

Questa riclassificazione costituisce un segnale favorevole per l’economia ivoriana poiché, a livello internazionale, riflette una valutazione positiva della sostenibilità del debito e potrebbe contribuire a rafforzare la fiducia degli investitori, a migliorare l’accesso ai finanziamenti e a consolidare l’immagine del Paese come economia stabile nella sottoregione, osserva la stessa fonte.

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