Costa d’Avorio: cacao, progetto italiano migliora condizioni sul campo

di: Celine Camoin | 27 Agosto 2026

Una partnership strategica di lungo periodo tra l’organizzazione umanitaria Save the Children (Italia) e la multinazionale italiana dolciaria Ferrero ha portato, in Costa d’Avorio, a progressi significativi nella lotta al lavoro minorile e nel rafforzamento delle comunità, resi possibili sia da un approccio olistico sia dalla stretta collaborazione con le istituzioni e attraverso i sistemi pubblici locali.

Lo hanno comunicato ieri i protagonisti del progetto nel corso del Meeting per l’Amicizia fra i Popoli di Rimini, durante il panel istituzionale “Cacao Connect – La via italiana per il cacao in Africa”, promosso dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, insieme ad Alliance of Bioversity International and Ciat, Ferrero, Save the Children e Icam (Industria Cioccolato e Affini Morbegno).

Tra il 2020 e il 2025, nelle comunità produttrici di cacao, la quota di nuclei familiari con fonti di reddito diversificate è passata dal 24% al 65%, mentre la percentuale di famiglie che vive al di sotto della soglia di povertà è diminuita dal 60% al 43%.

L’istruzione rappresenta un pilastro fondamentale dell’intervento. Nello stesso periodo, la percentuale di bambini iscritti alla scuola primaria è cresciuta dal 78% all’84%, mentre la frequenza regolare alle lezioni è aumentata dal 75% al 97%. Inoltre, l’89% dei bambini che hanno frequentato le classi ponte, dedicate al recupero degli anni scolastici persi, è stato successivamente inserito nel sistema educativo formale per completare il ciclo primario.

Oltre la metà dei bambini coinvolti nel programma (53%) ha migliorato le proprie competenze di lettura, scrittura e calcolo, mentre la percentuale di bambini tra 0 e 5 anni con una crescita fisica regolare è aumentata dal 54% al 79%. Parallelamente, l’88% delle famiglie ha mostrato una maggiore conoscenza dei diritti dell’infanzia e il 94% ha dichiarato di essere maggiormente in grado di riconoscere, prevenire e contrastare il lavoro minorile all’interno delle comunità.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ad adolescenti e giovani, accompagnati in percorsi di formazione e inserimento professionale. Al termine del programma, il 64% dei giovani partecipanti risultava occupato in un’attività lavorativa retribuita, contribuendo a costruire opportunità concrete di autonomia economica e sviluppo.

L’incidenza del lavoro minorile nella filiera del cacao rappresenta una sfida strutturale. Nelle aree rurali, il lavoro minorile è legato a molteplici fattori interconnessi, tra cui povertà, fragilità economica delle famiglie, accesso limitato all’istruzione e ai servizi essenziali, scarsa conoscenza dei diritti dell’infanzia e limitate opportunità di sviluppo. Affrontare il lavoro minorile richiede quindi non solo di individuare e prevenire i singoli casi, ma anche di intervenire sulle cause profonde che lo alimentano, affinché i bambini possano crescere in un ambiente protetto, rimanere a scuola e avere migliori opportunità per il proprio futuro.

Il programma si basa su un approccio integrato e di sistema, che unisce protezione dell’infanzia, istruzione e sviluppo economico delle comunità, coinvolgendo famiglie, scuole, istituzioni, organizzazioni della società civile e attori della filiera del cacao. Il rafforzamento della resilienza economica delle famiglie rappresenta una delle componenti chiave del modello e un elemento fondamentale per affrontare le condizioni che possono contribuire ad alimentare il lavoro minorile.

A partire dai risultati maturati nel quinquennio 2020–2025, la partnership entra ora in una nuova fase, che proseguirà fino al 2030 e che si è ulteriormente rafforzata grazie al sostegno della Cooperazione italiana.

“I risultati raggiunti confermano che è possibile produrre cambiamenti concreti e duraturi nella vita di bambine, bambini, adolescenti e delle loro famiglie quando si interviene sulle cause profonde del lavoro minorile con un approccio integrato e di sistema. Rafforzare la protezione dell’infanzia, ampliare l’accesso all’istruzione e investire nello sviluppo comunitario significa creare le condizioni affinché i diritti dei bambini siano pienamente garantiti e le comunità possano diventare più resilienti e prospere nel tempo. È questo il valore di un investimento di lungo periodo, reso possibile dalla partnership con Ferrero e ulteriormente rafforzato dal sostegno della Cooperazione italiana. Dalla collaborazione tra istituzioni pubbliche, settore privato e società civile possono nascere modelli capaci di generare un impatto misurabile, sostenibile e replicabile, contribuendo al tempo stesso a una filiera del cacao sempre più responsabile e attenta ai diritti dell’infanzia,” ha dichiarato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia.

Francesco Tramontin, vice presidente ‘global public affairs’ di Ferrero ha sottolineato: “Questi importanti risultati dimostrano il valore di un impegno di lungo periodo nelle comunità produttrici di cacao e sono parte integrante dell’approccio di Ferrero all’approvvigionamento responsabile, che combina modelli di sourcing attenti con interventi a sostegno di bambini, famiglie e comunità.

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