di: Andrea Spinelli Barrile | 25 Giugno 2026
La Banca islamica di sviluppo (Bid) ha concesso un finanziamento di 235 milioni di dollari per finanziare il tratto Tafiré-Ferkessédougou dell’Autostrada del nord, un corridoio strategico per la logistica tra la Costa d’Avorio e il Mali, una parte significativa del cui commercio transita attraverso le rotte che collegano i porti costieri al Sahel.
L’accordo, firmato il 19 giugno a Baku tra la Costa d’Avorio e la Bid, ammonta a circa 130 miliardi di franchi Cfa e finanzierà circa 58-60 chilometri di strada tra Tafiré e Ferkessédougou, nel nord della Costa d’Avorio, nell’ambito del progetto autostradale che collegherà Abidjan ai confini con il Burkina Faso e il Mali. Nei documenti della Bid, il progetto è suddiviso in due sezioni: Tafiré-Kouroukouna e Kouroukouna-Ferkessédougou. Questo progetto va ben oltre la semplice realizzazione di un’infrastruttura nazionale, inserendosi nella competizione tra i principali corridoi dell’Africa occidentale, dove porti, strade, ferrovie, piattaforme logistiche e valichi di frontiera determinano la fluidità degli scambi commerciali regionali. Abidjan intende consolidare il suo ruolo di porta d’accesso all’entroterra saheliano, mentre Bamako monitora attentamente qualsiasi miglioramento che possa rendere il trasporto delle merci più sicuro, veloce ed economico.
Essendo un Paese senza sbocco sul mare, il Mali si affida a diversi punti di accesso marittimi, in particolare attraverso Abidjan, Dakar, Conakry, Lomé, Tema e Nouakchott. Il corridoio ivoriano riveste un’importanza particolare per gli importatori, i trasportatori e gli operatori economici maliani. Carburanti, materiali da costruzione, prodotti alimentari, input agricoli, pezzi di ricambio e attrezzature industriali transitano regolarmente attraverso questa rotta prima di raggiungere Bamako e i principali centri di consumo del paese.
Il contesto attuale sottolinea l’importanza di questo investimento. Dal 2025, le tensioni in materia di sicurezza lungo diverse rotte di approvvigionamento hanno evidenziato la vulnerabilità delle strade del Sahel: per gli operatori maliani, la questione non riguarda più solo la scelta di un porto ma riguarda anche l’affidabilità del corridoio, la disponibilità di autocarri, la sicurezza del transito, le formalità doganali, i tempi di transito e i costi logistici. Qualsiasi interruzione ha in definitiva un impatto sui mercati e sui consumatori. I dati del porto di Abidjan indicano già una ripresa del transito verso l’entroterra: nel 2025, il traffico destinato a Mali e Burkina Faso ha raggiunto i 3,92 milioni di tonnellate, con un incremento del 34,1%. I volumi destinati al Mali sono aumentati da 835.216 tonnellate nel 2024 a 1,47 milioni di tonnellate nel 2025, con un incremento del 76,4%. Questa crescita riflette la rinnovata attrattiva del corridoio ivoriano per gli operatori maliani.
L’impulso non è dato esclusivamente dal trasporto su strada. Nell’aprile del 2026, Africa global logistics ha inaugurato un corridoio multimodale che collega Abidjan, Bobo-Dioulasso e Bamako, combinando il trasporto ferroviario verso il Burkina Faso e quello su strada verso il Mali. L’utilizzo del porto secco di Bobo-Dioulasso e dei servizi di scorta fino al confine maliano risponde alla crescente domanda di tracciabilità, sicurezza e consegne puntuali.
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