di: Andrea Spinelli Barrile | 28 Settembre 2026
Il Benin si prepara a riprendere le esportazioni di petrolio greggio dopo oltre due decenni di stop. A partire da ottobre è prevista la commercializzazione di un carico di 250.000 barili provenienti dal giacimento offshore di Sèmè. Secondo quanto riportano i media locali, questo carico proviene dal blocco 1, situato al largo della costa sud-orientale del Paese, dove la produzione si attesta attualmente intorno ai 3.000 barili al giorno (la produzione dovrebbe raggiungere gradualmente un livello compreso tra 5.000 e 6.000 barili al giorno).
Il giacimento petrolifero di Sèmè, scoperto alla fine degli anni Sessanta, era già stato sfruttato tra il 1982 e il 1998, periodo durante il quale furono prodotti circa 22 milioni di barili prima che le attività cessassero. Il progetto di riqualificazione del giacimento è entrato nella fase operativa nell’agosto 2025 con l‘avvio di una campagna di perforazione, che tuttavia ha incontrato difficoltà tecniche che hanno ritardato la ripresa della produzione.
L’estrazione è finalmente ripresa all’inizio dello scorso marzo, con il trasporto del petrolio all’unità galleggiante di stoccaggio e scarico “Kristina”, dislocata nel giacimento di Sèmè. Il Blocco 1 copre un’area di 551 km² in acque con una profondità compresa tra 20 e 30 metri. Akrake Petroleum Benin, una filiale del gruppo singaporiano Rex International Holding, detiene una partecipazione del 76% nel progetto, rispetto al 15% dello Stato beninese e al 9% di un partner locale.
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