Beac taglia i tassi per sostenere economia Cemac

di: Enrico Casale | 2 Luglio 2026

Il Comitato di politica monetaria della Banca degli Stati dell’Africa centrale (Beac) ha deciso di tagliare i principali tassi di interesse e i coefficienti di riserva obbligatoria per stimolare l’economia della regione. La decisione è emersa durante la seconda sessione ordinaria dell’anno del comitato, svoltasi in videoconferenza da Yaoundé sotto la presidenza di Yvon Sana Bangui, governatore dell’istituto e presidente statutario. Nel dettaglio, l’organismo ha ridotto il tasso di interesse sulle offerte pubbliche di acquisto dal 4,75% al 4,50% e quello sulle linee di credito marginali dal 6,25% al 5,75%. Per quanto riguarda i coefficienti di riserva obbligatoria, la percentuale sulle passività a vista scende dal 7,00% al 6,50%, mentre quella sulle passività a termine passa dal 4,50% al 4,00%. È stato invece mantenuto allo 0,00% il tasso di interesse sui depositi.

La decisione si inserisce in un contesto globale e regionale caratterizzato da un lieve rallentamento. Sul fronte internazionale, il Fondo monetario internazionale prevede infatti una crescita economica globale del 3,1% nel 2026, a fronte del 3,4% registrato nel 2025, un rallentamento imputabile principalmente alle crescenti tensioni geopolitiche. Per quanto riguarda la Comunità economica e monetaria dell’Africa centrale, le previsioni elaborate dai servizi della Beac indicano per il 2026 un tasso di crescita del 3,2%, in lieve calo rispetto al 3,4% dell’anno precedente.

I dati macroeconomici per la zona mostrano comunque segnali di tenuta per il Paese e per l’intera area valutaria. L’aumento del livello generale dei prezzi rimarrà contenuto al di sotto dello standard comunitario, con un tasso di inflazione medio annuo stimato al 2,4% rispetto al 2,1% del 2025. Sul fronte dei conti pubblici, si prevede una netta riduzione del disavanzo di bilancio, calcolato al netto delle sovvenzioni, che passerà dal 3,7% del prodotto interno lordo nel 2025 all’1,9% nel 2026. Anche il disavanzo delle partite correnti, inclusi i sussidi ufficiali, è stimato in miglioramento al 2,9% del prodotto interno lordo rispetto al 4,0% dell’anno precedente. Entro la fine del 2026, l’offerta di moneta dovrebbe registrare un incremento del 13,1%, mentre le riserve valutarie saliranno a quota 4,72 mesi di importazioni di beni e servizi, superando i 4,12 mesi registrati nel 2025. Infine, il tasso di copertura esterna della moneta si attesterà al 70,7%, mostrando un progresso rispetto al 65,2% dell’esercizio precedente e garantendo una maggiore stabilità finanziaria a tutto lo Stato e ai membri della comunità.

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