Africa: operazione Interpol colpisce frodi informatiche

di: Celine Camoin | 24 Settembre 2026

Un’imponente operazione di polizia coordinata su scala globale ha portato all’arresto di 58 persone e all’individuazione di 263 sospetti appartenenti a reti criminali organizzate dell’Africa occidentale, attive soprattutto nelle frodi informatiche e nel riciclaggio di denaro. La notizia è stata resa nota da Interpol, l’Organizzazione internazionale della polizia criminale, al termine dell’operazione denominata Jackal IV, durata otto mesi e condotta tra il novembre 2025 e il giugno 2026. L’iniziativa ha visto la collaborazione delle forze dell’ordine di 23 Paesi distribuiti in sei continenti, uniti per contrastare organizzazioni come Black Axe, responsabili di truffe sentimentali, raggiri sugli investimenti in criptovalute e furti informatici tramite e-mail aziendali.

Nel corso delle attività investigative svolte in Sudafrica, le autorità locali hanno eseguito un blitz in sette strutture di Johannesburg collegate a un’organizzazione che prendeva di mira pensionati di Paesi anglofoni. La polizia ha sequestrato 2,67 milioni di dollari, congelato 257 conti bancari e arrestato 39 individui. In Argentina sono state individuate 196 persone legate a una rete che forniva domini web e supporto logistico per il lavaggio di proventi illeciti, portando a 17 fermi con il supporto diretto sul campo di una squadra di supporto operativo di Interpol.

L’operazione ha toccato anche il territorio europeo. In Romania le forze dell’ordine hanno smantellato un call center dedicato a finti investimenti finanziari capaci di generare un giro d’affari illegale stimato in 143 milioni di euro; l’azione ha condotto all’arresto di 11 persone e al sequestro di circa 330.000 euro in contanti e criptovalute, oltre a sei immobili e vari orologi di lusso. In Italia è stato individuato un soggetto legato a una rete di riciclaggio europea che impiegava società cartiera e servizi di rimessa per occultare i fondi, riuscendo a pulire 845.000 euro attraverso un solo conto corrente tramite 560 transazioni.

Tra i fenomeni emergenti riscontrati dagli investigatori figura il crescente ricorso, in Africa occidentale, alla sextortion ai danni di minori, anche di soli 14 anni, agganciati sui canali social e poi ricattati con la minaccia di diffondere immagini intime. Le organizzazioni criminali hanno inoltre iniziato ad acquistare servizi informatici di supporto sul dark web per delegare le fasi cruciali del lavaggio di denaro. Tomonobu Kaya, direttore del fbac (Centro finanziario e anticorruzione dell’Interpol), ha dichiarato che “l’operazione Jackal IV dimostra la forza della cooperazione internazionale. Seguendo i flussi finanziari illeciti oltre confine, colpiamo il cuore della criminalità organizzata e rendiamo sempre più difficile per le reti illegali trarre profitto dalle loro attività”.

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