di: Céline Dominique Nadler | 27 Ottobre 2026
La Namibia ha istituito una struttura centrale per promuovere i preparativi per un potenziale programma nucleare. Il primo ministro Tjitunga Elijah Ngurare ha nominato John Titus commissario per l’Energia nucleare del Paese. Una nomina che mira a rafforzare il coordinamento delle politiche, la pianificazione tecnica e la capacità istituzionale. Il governo valuta così il ruolo dell’energia nucleare per soddisfare la domanda di elettricità a lungo termine e migliorare la sicurezza energetica.
Secondo un annuncio dell’Ufficio del primo ministro, Titus coordinerà il programma tecnico dell’Organizzazione per l’attuazione del Programma di energia nucleare (Nepio) e ne guiderà la segreteria.
Il primo ministro ha inoltre istituito il Comitato di gestione del Nepio per garantire un coordinamento politico di alto livello e una supervisione strategica. Ne fanno parte i direttori esecutivi dell’Ufficio del primo ministro, del ministero dell’Industria, delle Miniere e dell’Energia, del ministero delle Relazioni internazionali e del Commercio, del ministero della Salute e dei Servizi sociali e della Commissione nazionale per la Pianificazione. L’attività del comitato sarà monitorata dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea).
Il programma preparatorio affronterà i requisiti istituzionali, normativi, tecnici e finanziari legati all’introduzione dell’energia nucleare. Le aree chiave includono la sicurezza nucleare, i modelli di finanziamento, la gestione dei rifiuti radioattivi, la protezione ambientale, lo sviluppo della forza lavoro, la pianificazione degli impianti e il coinvolgimento del pubblico. Queste attività aiutano la Namibia a valutare la fattibilità e le implicazioni di un futuro programma nucleare, prima di qualsiasi decisione definitiva sugli investimenti o sulla costruzione.
Le considerevoli risorse di uranio della Namibia offrono una giustificazione strategica per valutare l’energia nucleare. Il Paese detiene circa il 7% delle riserve mondiali di uranio e vanta un’industria mineraria consolidata. Nel 2024 la Namibia ha prodotto 7.333 tonnellate di uranio, diventando il terzo produttore mondiale dopo Kazakistan e Canada.
Nonostante queste risorse, la Namibia continua a dipendere fortemente dall’elettricità importata, soprattutto dal Sudafrica. Questa situazione espone il Paese alle condizioni di approvvigionamento regionali e lo spinge a valutare la diversificazione delle fonti di energia elettrica a lungo termine.
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