di: Michele Vollaro | 12 Agosto 2026
L’Angola ha siglato un’intesa da 900 milioni di dollari con la società cinese Huatong Angola per lo sviluppo delle infrastrutture portuali nella Zona franca di Barra do Dande. Secondo quanto riferito dalla testata South China Morning Post, l’accordo prevede la concessione venticinquennale del terminal e la costruzione del complesso portuale.
Il progetto rafforza la presenza economica di Pechino nel Paese africano, ponendosi in diretta competizione con gli Stati Uniti. In base alle informazioni rese note la prima fase dei lavori si concluderà entro due anni per consentire le prime esportazioni, mentre il completamento dell’opera è previsto per il 2030, con una capacità di accoglienza per navi fino a 80.000 tonnellate e la creazione di circa 21.000 posti di lavoro.
L’iniziativa cinese giunge mentre Washington cerca di consolidare la propria posizione strategica puntando sul Corridoio di Lobito, considerato un progetto strategico anche dall’Italia nella ambito del Piano Mattei per l’Africa. Gli Stati Uniti hanno infatti destinato 553 milioni di dollari alla ferrovia che collega il porto di Lobito ai giacimenti minerari della Repubblica democratica del Congo e dello Zambia. Tuttavia, grazie al nuovo investimento cinese le imprese di Pechino mantengono un netto vantaggio competitivo nel settore delle grandi opere, posizionando il nuovo polo logistico circa 600 chilometri a nord rispetto al terminal sostenuto dagli statunitensi.
Le due potenze offrono però modelli differenti: Washington e i partner occidentali puntano sulla sicurezza estrattiva delle catene di approvvigionamento, mentre la Cina propone un ecosistema di trasformazione locale. Il governo di Luanda appare in ogni caso orientato a non scegliere un’unica parte, distribuendo le concessioni per sfruttare la concorrenza internazionale: la gestione del terminal merci di Lobito è stata infatti affidata al gruppo italo-svizzero Msc tramite Africa Global Logistics, mentre la ferrovia fa capo al consorzio Lobito Atlantic Railway, formato da Trafigura, dalla portoghese Mota-Engil e da Vecturis. La sfida per il Piano Mattei consisterà quindi nel superare la sola dimensione del trasporto minerario per coinvolgere maggiormente le imprese nella trasformazione locale e nello sviluppo industriale angolano.
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