Maeci: l’Africa orientale il focus di Diplomazia Economica

di: Céline Dominique Nadler | 9 Luglio 2026

L’Africa Orientale si conferma una delle macro-regioni più dinamiche e resilienti dell’intero continente africano. Con una crescita del Pil stimata al 6,6% nel 2025 e proiettata al 6,4% per il 2027, l’area sta attraversando una profonda trasformazione strutturale. È proprio questo il tema centrale del nuovo numero di Diplomazia Economica Italiana, la newsletter curata dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e realizzata in collaborazione con la casa editoriale Internationalia.

Il focus monografico di questa edizione è dedicato alla spinta manifatturiera dell’Africa Orientale all’interno del nuovo scenario di libero scambio continentale. Il dossier offre un’analisi puntuale di come le istituzioni locali stiano orientando gli investimenti verso settori strategici, con l’obiettivo di diversificare le catene del valore e superare le dipendenze dalle importazioni extra-continentali.

Attraverso approfondimenti specifici, la pubblicazione esplora in modo organico le direttrici di sviluppo dei principali attori regionali. In Etiopia, l’attenzione è rivolta a un imponente programma di investimenti infrastrutturali e riforme macroeconomiche, mirati a raggiungere l’autosufficienza alimentare ed energetica grazie a mega-progetti come la diga idroelettrica Gerd e i nuovi impianti per la produzione di fertilizzanti. Spostandosi verso la costa, Gibuti punta a diversificare la propria economia spingendosi oltre il tradizionale ruolo di hub per il trasbordo logistico, un’ambizione sostenuta dalle iniziative delineate nel piano di sviluppo nazionale Vision 2035.

Il Kenya, dal canto suo, si posiziona sempre più come il motore tecnologico e logistico della macro-regione, supportato da agende per lo sviluppo delle infrastrutture digitali e da importanti investimenti legati alla transizione energetica. Proseguendo l’analisi, la Tanzania attraversa una fase di solida crescita economica, fortemente trainata dallo sviluppo infrastrutturale generato da cantieri collegati alla nuova rete ferroviaria Sgr (Standard Gauge Railway) e all’ampliamento delle aree portuali. Infine, il Ruanda si consolida come punto d’ingresso strategico verso l’entroterra africano, offrendo agli investitori internazionali un ambiente orientato all’innovazione, procedure amministrative snelle e un sistema di forti incentivi fiscali.

A fare da filo conduttore nell’esplorazione delle opportunità per il Sistema Paese sono le voci dirette degli ambasciatori d’Italia accreditati nella regione: Sem Fabrizi (Etiopia e Gibuti), Vincenzo Del Monaco (Kenya), Giuseppe Seán Coppola (Tanzania) e Mauro Massoni (Ruanda). Le interviste delineano come le eccellenze del Made in Italy trovino uno spazio naturale in questi mercati in rapida espansione. Dalla fornitura di macchinari per la trasformazione agroalimentare e industriale, fino alle tecnologie per l’efficientamento e le grandi opere ingegneristiche, il partenariato italo-africano trova oggi una nuova e forte spinta propulsiva nella strategia di co-creazione definita dal Piano Mattei.

Oltre alle analisi di mercato, la newsletter fornisce strumenti concreti per gli operatori economici. La rubrica curata dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (Cndcec) illustra nel dettaglio l’architettura di sostegno finanziario disponibile per le imprese italiane, approfondendo il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e il plafond “Misura Africa” gestito da Simest.

Completa il numero l’analisi di un Rapporto Sace, dedicato alle sfide della decarbonizzazione e alle imponenti opportunità legate alla transizione energetica, un settore in cui l’export italiano di tecnologie green si sta rivelando sempre più competitivo a livello globale. Clicca qui per leggere.

 

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