di: Enrico Casale | 1 Luglio 2026
L’olio d’oliva trascina l’agricoltura e l’industria agroalimentare della Tunisia verso uno storico ritorno in attivo della bilancia commerciale, registrando alla fine di maggio 2026 un surplus economico pari a 25,8 milioni di euro e ribaltando il pesante deficit di quasi 131 milioni di euro accumulato nello stesso periodo del 2025. I dati ufficiali diffusi dal ministero del Commercio e dello Sviluppo delle esportazioni, guidato dal ministro Kalthoum Ben Rejeb, evidenziano un tasso di copertura commerciale salito al 101,9%, con un balzo di 12 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Il motore indiscusso di questa performance è l’oro verde tunisino, le cui esportazioni sono letteralmente decollate segnando una crescita del 43,9% in termini di valore fino a raggiungere circa 903,4 milioni di euro, a fronte di un aumento dei volumi spediti all’estero del 49,8%. La Spagna si conferma il primo acquirente assorbendo il 31,4% del prodotto, mentre la Germania fa registrare un lieve incremento dello 0,5%. Questa spinta compensa ampiamente il rallentamento di altri prodotti tradizionali dell’agricoltura locale, come i datteri, che arretrano del 3,5% attestandosi a circa 112,4 milioni di euro, e gli agrumi, che subiscono un pesante crollo del 60,2%.
La mappa geografica degli scambi commerciali tunisini nei primi cinque mesi del 2026 fotografa la centralità assoluta dell’Unione europea, che rappresenta da sola il 47,2% degli scambi complessivi del settore agroalimentare ed è la destinazione del 71,5% delle esportazioni totali del Paese, oltre a garantire il 44,2% delle sue importazioni. L’interscambio con i partner europei genera un saldo positivo record di 914,7 milioni di euro, pur mostrando una contrazione del 9,2% a causa dell’accelerazione degli acquisti di beni dall’Europa. Al di fuori del vecchio continente, assume un peso crescente il mercato americano, che incide per il 19,1% sui flussi commerciali, trainato dagli Stati Uniti che si posizionano come primo partner commerciale della regione.
A fare da contraltare ai successi europei e americani è il pesante aggravamento del deficit commerciale della Tunisia con altre aree del mondo. Il divario più profondo si registra con i paesi asiatici, dove il passivo tocca quasi due miliardi di euro in seguito a una contrazione dell’export tunisino stimata al 23%. Anche il saldo negativo con la regione araba si inasprisce a causa di una forte progressione delle importazioni, cresciute del 51,7%. Infine, Tunisi vede peggiorare i propri conti commerciali anche all’interno del continente africano, con un deficit verso la Zlecaf (Zona di libero scambio continentale africana) che si attesta a circa 794,3 milioni di euro, spinto da un aumento delle importazioni del 56,6%.
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