Africa: Inaet, clean cooking, carbon market e finanza sotto esame

di: Redazione | 12 Giugno 2026

Clean cooking, mercati del carbonio e finanza climatica sono stati al centro di un panel della seconda giornata della conferenza dell’International Network on African Energy Transition (Inaet), ad Abidjan il 12 giugno. La discussione, dal titolo “From access to impact”, ha messo a confronto delegati negoziali africani, organizzazioni non profit e operatori privati su come trasformare l’accesso all’energia domestica pulita in impatto e investimenti, ed è stata moderata da Massimo Zaurrini, direttore di Africa e Affari.

Nel discorso introduttivo, il delegato dell’African Group of Negotiators e dell’agenzia ambientale ghanese, Derek Sarfo-Yiadom, ha richiamato i benefici sanitari della clean cooking, a partire dalla riduzione dell’inquinamento domestico e dalle ricadute positive sulla salute dei bambini. Ha osservato che in molti Paesi africani meno del 20% delle famiglie ha accesso a sistemi di clean cooking e che il tema è spesso trattato come marginale. I mercati del carbonio, ha sostenuto, possono creare un incentivo: il passaggio dai metodi tradizionali alle soluzioni pulite riduce le emissioni e genera crediti il cui ricavato può essere reinvestito, collegando energia, salute, dimensione di genere e clima e richiamando il ruolo della finanza mista, pubblica e privata, e dell’integrazione nei piani nazionali.

Il direttore per le Partnership dell’Iniziativa presidenziale su clima, energie rinnovabili e sicurezza alimentare della Sierra Leone, Anthony Kamara, ha illustrato l’esperienza di una piattaforma nazionale di coordinamento sulla clean cooking, nata in forma informale e cresciuta fino a riunire oltre 40 soggetti attivi tra ministeri, settore privato e società civile. Operativa da circa un anno, ha riferito, la piattaforma punta a fare chiarezza tra gli attori del settore e a sensibilizzare i parlamentari, con il sostegno della presidenza e della first lady come promotrice. Kamara ha insistito sul ruolo dell’educazione e ha segnalato il rischio che imprese straniere intervengano senza lasciare benefici duraturi al Paese, sottolineando che la costruzione di un mercato locale richiede tempo.

Il responsabile per il Cambiamento climatico e le Partnership Esg della ong italiana Avsi, Alessandro Galimberti, ha riferito di una distribuzione di dispositivi per la clean cooking cresciuta fino a centinaia di migliaia di unità l’anno. Ha posto l’accento sulla sensibilità delle metodologie dei mercati del carbonio, osservando che piccole variazioni nei parametri di calcolo dei crediti spostano somme ingenti e riguardano un numero molto ampio di persone, e ha richiamato la necessità di un approccio realistico e pragmatico nella definizione delle regole.

Il direttore di Eticwood Africa, Jacques Peters, ha descritto i progetti forestali legati al carbonio come impegni di lungo periodo, dell’ordine dei 30 anni, da realizzare insieme ai governi. Ha definito la certificazione esigente ma utile al monitoraggio nel tempo e ha indicato nella gestione fondiaria la principale difficoltà: nelle foreste classificate, ha spiegato, operano molti soggetti, e la soluzione passa da una pianificazione partecipativa dell’uso del suolo e dal coinvolgimento delle comunità locali.

Il presidente esecutivo di Nord Sud Ventures, Arslan Chikhaoui, è stato interpellato sulla domanda internazionale di esportazioni africane di energia verde e sulle relative garanzie da mettere in campo.

Nel corso del confronto, il moderatore ha posto una domanda di fondo: se le difficoltà delle soluzioni di clean cooking e, per estensione, dei mercati del carbonio e della finanza climatica dipendano dalla tecnologia, dal modello di business o dal fatto che molti strumenti siano stati concepiti nei Paesi occidentali, e se tali strumenti, così come sono disegnati, rispondano davvero alle priorità africane. Dal pubblico è stato osservato che, nelle comunità rurali, il vincolo principale non è l’assenza di tecnologie avanzate, ma l’accesso a soluzioni accessibili sul piano economico.

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