di: Ernesto Sii | 11 Giugno 2026
(dal nostro inviato ad Abidjan) Si apre oggi ad Abidjan la terza conferenza dell’International Network on African Energy Transition (INAET), la rete per discutere le priorità della transizione energetica del continente africano. I lavori, in programma l’11 e 12 giugno al Noom Hotel dell’ex capitale della Costa d’Avorio, riuniscono istituzioni, organizzazioni internazionali, imprese e mondo accademico per un confronto su una transizione che i promotori indicano come giusta, inclusiva e orientata agli investimenti.
La conferenza è promossa da Eni e dalla Luiss School of Government dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, in partnership con il Gruppo Banca Mondiale, attraverso l’Institute for Economic Development e l’International Finance Corporation (Ifc). Secondo il comunicato dei promotori, la rete è nata con la conferenza inaugurale del novembre 2023 e si è progressivamente ampliata, fino alla partecipazione alla Cop30 in Brasile.
I lavori affrontano i temi dell’accesso all’energia, dell’agricoltura sostenibile, della decarbonizzazione dei trasporti, dei biocarburanti, della finanza climatica, della cottura pulita e dei mercati del carbonio. Spazio anche alle strategie per accrescere la creazione di valore a livello locale, in particolare lungo le filiere dei minerali critici, e al ruolo del trasferimento di tecnologia e conoscenza.
La sessione di apertura è affidata a Esse Kouamé Bienvenu, direttore generale per gli Idrocarburi, in rappresentanza del ministro ivoriano delle Miniere, del Petrolio e dell’Energia. Tra gli interventi della prima giornata anche la relazione di Bernard Kini-Komoé, ministro delegato per le Colture alimentari. Alla sessione inaugurale prendono parte, fra gli altri, rappresentanti della Commissione africana per l’energia dell’Unione africana, della Banca Mondiale, dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena) ed Eni.
Domani è previsto un evento collaterale organizzato con Irena, dedicato alle priorità dei Paesi africani sulle bioenergie. In quella sede sarà lanciata la “Network on Bioenergies in Africa”, iniziativa sviluppata nell’ambito della partnership Eni-Irena, che fa seguito al programma di formazione sui biocarburanti sostenibili rivolto a funzionari pubblici africani fra il 2022 e il 2024.
L’edizione di Abidjan è sostenuta da sponsor e partner fra cui Bayer, Altera Infrastructure, Wts Energy, Iveco Bus e Faman Energies. Sono attesi rappresentanti, oltre che dell’Unione africana e del Gruppo Banca Mondiale, della Banca africana di sviluppo (Afdb), della Fao, della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), dello European Council on Foreign Relations e della Columbia University. La scelta di Abidjan come sede, riferisce il comunicato, è legata al ruolo crescente della Costa d’Avorio come polo regionale per la crescita economica, gli investimenti in infrastrutture e lo sviluppo energetico nell’Africa occidentale.
Per le imprese italiane la conferenza rappresenta un’occasione di confronto diretto con istituzioni e operatori africani su mercati dell’energia in espansione: accanto a Eni e alla Luiss, fra i relatori figurano realtà industriali italiane come Iveco Bus e Maire Tecnimont, presenti nei panel sui trasporti e sulle infrastrutture.
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