Uganda: piano da 83 mln Usd per rilanciare la filiera del tè

di: Stefano Samo | 22 Aprile 2026

Il governo di Kampala intende investire 310 miliardi di scellini (83 milioni di dollari) per sostenere la filiera del tè. Lo ha annunciato il ministro di Stato per l’Agricoltura, Fred Bwino Kyakulaga, spiegando che la strategia di rilancio del settore sarà attuata in tre fasi.

Stando a quanto riportato dal quotidiano locale The Independent, la prima fase prevede innanzitutto un piano di salvataggio da 152 miliardi di scellini (40 milioni di dollari) per gli impianti di trasformazione in difficoltà, in modo da scongiurare nuove chiusure e preservare la capacità industriale esistente. Quindi il governo salderà 112 miliardi di scellini (29,9 milioni di dollari) di debiti arretrati nei confronti dei fornitori di piante di tè, un debito che da anni penalizza i vivai e indebolisce il settore a monte della filiera. Infine, è previsto un fondo dedicato all’acquisto e alla distribuzione di fertilizzanti per migliorare la produttività delle piantagioni di tè.

Il tè è il quarto prodotto agricolo di esportazione dell’Uganda, dopo caffè, pesce e mais, ma il settore registra da anni prestazioni inferiori alle attese. Sebbene l’Uganda sia il secondo produttore ed esportatore di tè in Africa, dietro al Kenya, i dati raccolti sulla piattaforma Trademap mostrano che le esportazioni verso il mercato internazionale sono diminuite del 22,4% tra il 2021 e il 2024 e i ricavi sono crollati del 33,9%, attestandosi a 56,1 milioni di dollari.

L’Associazione del Tè dell’Uganda (Uta) lamenta in particolare la carenza di manodopera negli impianti di trasformazione, e il basso livello di meccanizzazione nelle piantagioni, che incide negativamente sulla produttività, in un contesto in cui i concorrenti regionali stanno investendo sempre di più in attrezzature moderne.

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