di: Valentina Milani | 19 Marzo 2026
Il Mozambico non parteciperà all’Africa Energies Summit previsto dal 12 al 14 maggio a Londra, aderendo all’appello al boicottaggio lanciato dall’African Energy Chamber (Aec). Lo riferiscono media locali e di settore che citano una dichiarazione del presidente della Mozambique Energy Chamber (Mec), Florival Mucave, il quale adduce come motivazione la scarsa rappresentanza africana e pratiche considerate escludenti nella gestione dell’evento, organizzato da Frontier Energy Network.
Una questione di rappresentanza: l’accusa dell’Aec
L’Aec, voce del settore energetico africano, ha infatti invitato a un boicottaggio più ampio, sostenendo che un evento che si presenta come principale piattaforma globale per petrolio e gas africani non riflette adeguatamente la composizione del continente, in particolare nei ruoli decisionali. L’evento, organizzato dalla società guidata da Daniel Davidson, si presenta come “la principale conferenza mondiale sull’esplorazione e produzione di petrolio in Africa”. Eppure, non annovera alcun professionista africano nero tra i suoi dirigenti.
“Questo netto contrasto sottolinea come l’immagine del summit, incentrata sull’Africa, non si traduca in una rappresentanza significativa degli africani neri all’interno dell’organizzazione stessa, che è semplicemente uno strumento per generare profitti“, spiega l’Aec in una nota.
“Per troppo tempo – prosegue l’Aec -, i professionisti africani e organizzazioni come l’Aec si sono battuti per sviluppare, difendere e promuovere l’industria petrolifera e del gas del continente. Sono in prima linea nella difesa di migliori condizioni fiscali, un contesto politico favorevole, opportunità di concessione di licenze e una transizione energetica equa che rispecchi le esigenze di sviluppo dell’Africa. Eppure, aziende come Frontier Energy Network dimostrano come il talento africano non sia ancora integrato in modo significativo nel settore stesso che si sono tanto impegnate a sostenere”.
Secondo l’Aec, il tema del contenuto locale non può restare limitato a dichiarazioni o conferenze o come strumento promozionale prima di una conferenza a Londra, ma deve tradursi in misure concrete, come l’assunzione di personale africano, lo sviluppo della leadership e un maggiore accesso alle opportunità lungo tutta la filiera energetica.
“Deve riflettersi nel reclutamento, nello sviluppo della leadership, nelle opportunità per i fornitori e nell’accesso all’intera catena del valore energetico. Un modello di business incentrato sull’Africa che non lascia spazio ai professionisti africani rischia di perdere ogni credibilità nel mercato che afferma di servire”, si legge nel comunicato stampa.
Il presidente esecutivo dell’Aec, Nj Ayuk, ha affermato che il settore deve essere più inclusivo, denunciando pratiche che, a suo dire, limitano la partecipazione dei professionisti africani. L’organizzazione sottolinea inoltre che l’inclusione rappresenta anche un elemento strategico in un contesto in cui l’industria petrolifera è sotto pressione da parte di movimenti contrari ai combustibili fossili.
In effetti, la posta in gioco va oltre il reclutamento. “In un momento in cui il settore petrolifero e del gas è sotto l’intensa pressione degli attivisti anti-combustibili fossili, qualsiasi percezione che l’industria escluda gli africani o non investa nelle comunità locali non fa che rafforzare le argomentazioni dei suoi critici. Se il settore vuole difendere il suo ruolo nel futuro economico dell’Africa, deve garantire che le proprie pratiche riflettano equità e pari opportunità”.
Esempi virtuosi e il valore strategico dell’inclusione
L’Aec ricorda inoltre che in tutto il continente, le aziende hanno dimostrato che l’inclusione degli africani e il successo operativo non sono obiettivi contrastanti. La compagnia petrolifera e del gas indipendente Africa Fortesa Corporation, guidata da Rogers Beall, è un ottimo esempio di azienda che ha dato priorità all’assunzione di africani, ponendo i professionisti africani in prima linea nelle sue operazioni. In qualità di gestore del giacimento di gas onshore di Gadiaga in Senegal, l’azienda soddisfa il fabbisogno energetico del Paese da due decenni. Ma è l’impegno dell’azienda nell’assumere professionisti africani che l’ha davvero distinta nel settore.
“Siamo ispirati ogni giorno da persone come Rogers Beall. Quando si va in Senegal e si vede ciò che ha realizzato con Fortesa, si rimane stupiti. Ha raggiunto questi risultati con una maggioranza di dipendenti africani. Persino in circostanze difficili come la pandemia di Covid-19, l’azienda ha sostenuto i suoi dipendenti.”
Il ruolo del Mozambico e i rischi del boicottaggio
La decisione di Maputo assume rilievo alla luce del ruolo crescente del Paese nel mercato globale del gas. Il Mozambico ha registrato alcune delle principali scoperte di gas naturale degli ultimi decenni e sta portando avanti importanti progetti di gas naturale liquefatto dopo anni di ritardi.
Secondo alcuni osservatori, il boicottaggio potrebbe tuttavia avere effetti contrastanti, rischiando di ridurre le opportunità di attrarre investimenti internazionali, mentre cresce nel continente la richiesta di uno sviluppo energetico più inclusivo e rappresentativo.
L’Africa Energies Summit è una conferenza internazionale annuale dedicata al settore dell’esplorazione e produzione di petrolio e gas in Africa, che riunisce governi, compagnie energetiche, investitori e operatori del settore.
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