di: Celine Camoin | 6 Marzo 2026
Il Gruppo della Banca africana di sviluppo (AfDB) e la Commissione dell’Unione africana hanno rilanciato con forza l’appello per un’Africa senza visti, sottolineando come la rimozione delle barriere ai confini sia il motore indispensabile per il successo dell’Area continentale africana di libero scambio.
La necessità di una maggiore apertura è stata al centro della presentazione dell’Indice di apertura dei visti in Africa 2024. Il rapporto evidenzia che, nonostante alcuni progressi significativi, la strada verso una mobilità totale è ancora lunga. Marie-Laure Akin-Olugbade, vicepresidente del Gruppo della Banca africana di sviluppo, ha dichiarato tramite i canali ufficiali che “per realizzare le ambizioni dell’Afcfta (African continental free trade area), dobbiamo eliminare le barriere che impediscono ai nostri imprenditori, lavoratori e turisti di spostarsi liberamente attraverso il Paese e l’intero continente”.
I dati mostrano una realtà a due velocità: se, da un lato, il numero di Paesi che offrono l’esenzione dal visto a tutti i cittadini africani è salito a cinque — con l’aggiunta di Ruanda e Gambia ai pionieri Benin, Gambia e Seychelles -, dall’altro, persiste una frammentazione che ostacola gli scambi. Il costo di questa chiusura non è solo simbolico ma economico, incidendo sulla logistica e sulla competitività delle imprese locali. La commissione dell’Ua preme affinché gli Stati membri ratifichino il protocollo sulla libera circolazione delle persone, adottato ormai sei anni fa ma non ancora pienamente operativo in ogni Paese dell’unione.
La strategia delineata dai leader africani punta a trasformare il continente in un unico mercato integrato. Questo processo richiede non solo volontà politica, ma anche investimenti in infrastrutture digitali per la gestione dei confini, come l’introduzione diffusa dei visti elettronici, che ormai sono adottati da quasi metà dei Paesi membri. L’obiettivo finale resta la creazione di un ambiente in cui il passaporto dell’Ua permetta a ogni cittadino di viaggiare da Nairobi a Dakar senza le restrizioni burocratiche che oggi limitano il potenziale di crescita dell’intera area.
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