di: Stefano Samo | 29 Aprile 2026
Il prossimo Business Forum Namibia-Unione Europea (Ue) mira a raccogliere 390 miliardi di dollari namibiani (circa 20 miliardi di euro) di investimenti per rafforzare le energie rinnovabili, i centri logistici e una diversificazione economica sostenibile in tutta la Namibia. Lo ha detto l’ambasciatrice Ue in Namibia, Ana-Beatriz Martins, presentando alla stampa l’evento in programma il 12 e il 13 maggio a Windhoek intitolato “Verso economie più forti, più verdi e più diversificate: catalizzare le opportunità commerciali e imprenditoriali tra l’Ue e la Namibia”.
L’obiettivo è attrarre investimenti privati attraverso prestiti e sovvenzioni nell’ambito dell’iniziativa Global Gateway. “L’Ue è certa che la nostra volontà politica bilaterale, unita agli investimenti europei, contribuirà positivamente alla diversificazione dell’economia namibiana, alla valorizzazione delle risorse naturali e all’emancipazione dei giovani”, ha detto l’ambasciatrice, precisando che il Forum si concentrerà su settori quali l’idrogeno verde e le energie rinnovabili, le materie prime critiche, l’agroindustria, le industrie culturali e creative, e l’industria automobilistica.
Da parte sua, il direttore esecutivo ad interim del ministero delle Relazioni Internazionali e del Commercio, Asser Nashikaku, ha sottolineato come questi cinque settori siano fondamentali per guidare la trasformazione economica, la creazione di valore aggiunto e l’occupazione. “In particolare, la partnership della Namibia con l’Ue nel settore dell’idrogeno verde è in prima linea in questa trasformazione, posizionando la Namibia come futuro polo per l’energia pulita”, ha detto Nashikaku, citato dai media locali.
“In questo contesto – ha aggiunto – infrastrutture strategiche come i porti di Walvis Bay e Lüderitz sono destinate a svolgere un ruolo chiave come hub logistici e industriali emergenti. Offrono un’opportunità unica per facilitare gli scambi commerciali, sostenere lo sviluppo di catene del valore regionali e globali e posizionare il Paese come porta d’accesso per il commercio e gli investimenti nella regione dell’Africa meridionale”.
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