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Africa: in arrivo novità normative per i marchi

di: Celine Camoin | 2 Marzo 2026

L’attività dei proprietari di marchi che operano in diversi Stati dell’Africa sta per subire una trasformazione significativa grazie all’entrata in vigore, prevista per il 1° marzo, delle nuove emendamenti al Protocollo di Banjul. La notizia, riportata dallo studio legale Von seidels, segna l’adozione formale di una revisione estesa delle norme che regolano i marchi, approvata durante il 49° Consiglio di amministrazione dell’Aripo (African regional intellectual property organization) svoltasi in Ghana.

Il nuovo assetto normativo non rappresenta solo un aggiornamento procedurale, ma introduce considerazioni strategiche per le imprese. Uno degli elementi di maggiore impatto riguarda l’aumento dei costi ufficiali per il deposito, il rinnovo e la registrazione dei marchi. Secondo quanto riferito dalla fonte, le tariffe hanno subito un incremento significativo, spingendo gli esperti a consigliare ai richiedenti di valutare la protezione dei propri asset sotto la struttura tariffaria attuale o di rivedere i propri budget per far fronte ai costi più elevati.

Oltre all’aspetto economico, la riforma punta a una maggiore efficienza operativa riducendo i tempi di esame. Il periodo concesso ai registri degli Stati designati per esaminare le domande e sollevare obiezioni sostanziali passa da nove a sei mesi dalla notifica. Se da un lato questo permetterà iter più rapidi, dall’altro la fonte avverte che “aumenta il rischio che le domande procedano alla registrazione per impostazione predefinita in quegli Stati membri che non sono ancora pienamente in grado di rispettare i tempi di esame richiesti”.

Tra le novità di rilievo figura anche il riconoscimento formale della priorità di esposizione. Questa clausola permette ai richiedenti di rivendicare la priorità basata sulla prima esposizione dei marchi in fiere internazionali ufficiali, a patto che la domanda venga presentata entro sei mesi. Si tratta di uno sviluppo che potrebbe favorire le aziende che lanciano nuovi brand durante esposizioni o fiere campionarie transfrontaliere, allineando la tutela legale alle strategie di ingresso nel mercato.

La riforma prevede inoltre una ristrutturazione delle procedure di opposizione per favorire una collaborazione più stretta tra l’organizzazione regionale e i singoli Paesi, consentendo che le questioni siano determinate in conformità con le leggi nazionali pur mantenendo l’Aripo come centro di comunicazione. Nonostante l’obiettivo di modernizzazione, alcuni professionisti del settore hanno sollevato dubbi interpretativi su alcune disposizioni. L’organizzazione ha comunque già indicato di essere al lavoro su ulteriori chiarimenti, in particolare per confermare che le domande possano coprire contemporaneamente sia beni che servizi e per affinare le regole sulle modifiche successive al deposito.

© Riproduzione riservata

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