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ECOWAS/CEDEAO: quale libera circolazione per persone e merci?

AFRICA OCCIDENTALE – La libera circolazione dei beni e delle persone costituisce “il cemento e la fase principale di qualsiasi progetto di integrazione regionale”.

A dirlo è stato il presidente della Commissione della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS/CEDEAO), Kadre Desire Ouedraogo, durante un forum regionale dedicato proprio alla libera circolazione di persone e merci, aperto ieri nella capitale del Burkina Faso, Ouagadougou, a cui partecipano un centinaio di rappresentanti istituzionali dell’ECOWAS.
I limiti attuali alla libera circolazione, ha evidenziato, rischiano di condizionare la realizzazione del mercato comune a cui i paesi dell’area aspirano entro il 2020.

Egli ha osservato che l’area di libero scambio, il progetto è stato avviato nel 1979 e completato nel 2003, sta lottando per funzionare in modo soddisfacente perché, secondo lo schema liberalizzazione degli scambi (SLE, acronimo in francese), i prodotti locali, quelli artigianali, del regno animale e vegetale, avrebbero dovuto già circolare liberamente all’interno della Comunità ed essere esenti da dazi doganali e quote.

All’interno dei paesi ECOWAS, gli scambi derivanti da SLE è stimato a 15 miliardi dollari all’anno, ovvero l’11% al 12% del commercio globale della Comunità.

Per Ouedraogo, si tratta di progressi fragili, in particolare per la persistenza di molteplici frammentazioni nelle politiche commerciali, problemi di sicurezza, carenze di controllo pubblico lungo le frontiere e la disinformazione degli attori sulle disposizioni comunitarie in materia di commercio regionale.

Secondo alcuni recenti studi dell’Ecowas, i prelevamenti illeciti (ad opera di agenti doganali, forze di sicurezza etc…) di cui sono vittima sia i viaggiatori che i commercianti che attraversano le frontiere della regione di fatto annullano nella pratica le aspirazioni a un’area di libero scambio.



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