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Rimuovere barriere a investimenti privati, appello di Banca Mondiale e FMI ai Paesi dell’Africa

Si è concluso con un invito urgente ai Paesi africani a rimuovere le barriere esistenti agli investimenti del settore privato, incoraggiare lo sviluppo delle piccole e medie imprese e adottare politiche integrate di crescita sostenibile l’annuale African Caucus della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale (FMI) svoltosi a Sharm el Sheikh, in Egitto.

Al termine dei due giorni di discussioni – a cui hanno partecipato i governatori delle Banche centrali di 40 Paesi del continente e non solo, ministri delle Finanze e degli Investimenti e rappresentanti dell’Unione Africana (UA) – è stata diffusa una dichiarazione congiunta in cui viene sottolineata l’opportunità di creare zone economiche speciali per sostenere l’industrializzazione e la trasformazione strutturale delle economie africane, promuovere gli investimenti domestici ed esteri, garantire incentivi fiscali per attirare gli investitori e accelerare lo sviluppo di progetti nei settori dell’agricoltura e dell’energia per garantire lo sviluppo del settore manifatturiero e la competitività delle filiere produttive.

Secondo quel che viene riportato dai media economici egiziani, i partecipanti all’incontro hanno concordato sulla necessità di modificare i quadri normativi e adottare misure di semplificazione per incoraggiare gli investimenti e di individuare nuovi meccanismi di accesso ai finanziamenti grazie anche alle soluzioni innovative garantite dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

“Accogliamo con favore – si legge nella dichiarazione – la nuova strategia di integrazione regionale promossa dalla Banca Mondiale e siamo ansiosi di accelerare e ampliare i progetti nei settori agricolo ed energetico per sostenere l’industrializzazione e la competitività delle filiere”.

© Riproduzione riservata

Per approfondire:

Le mille innegabili opportunità mostrate dall’Africa si inseriscono in un percorso di crescita positivo, nonostante ritardi e, non di rado, brusche frenate; alle difficoltà interne, poi, si somma ancora l’ingerenza, non sempre velata, di potenze straniere.



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