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Africa: Somalia e Tunisia verso adesione al mercato unico Comesa

Il maggiore blocco commerciale continentale, il Mercato comune dell’Africa orientale e australe (Comesa) si accinge ad ampliare la propria associazione con l’annuncio della prossima adesione di Somalia e Tunisia.

A darne notizia sono i media keniani, specificando che grazie all’adesione di Somalia e Tunisia alla Comesa saranno in tutto 21 i Paesi membri dell’organismo che promuove un’area di commercio preferenziale.

L’adesione, viene specificato dalla stessa Comesa, sarà formalizzata nel corso del prossimo vertice dell’organismo commerciale previsto a giugno a Bujumbura in Burundi.

In base a quel che è stabilito dall’articolo 4 del trattato istitutivo della Comesa, all’organismo può aderire qualsiasi Paese che condivide una frontiera con uno Stato membro già aderente (la Tunisia confina infatti con la Libia, mentre la Somalia con Gibuti, Kenya e Tanzania), dopo aver rispettato una serie di condizioni tra cui l’accettazione delle finalità e degli obiettivi della Comesa stessa, nonché il rispetto degli impegni generali e il desiderio di cooperare con gli altri Paesi membri.

L’adesione di Somalia e Tunisia consentirà alla Comesa, attualmente consistente in un mercato di 490 milioni di persone, di aumentare la propria popolazione a più di 516 milioni, pari a poco meno della metà della popolazione dell’intero continente.

Creata nel 1994, la Comesa rappresenta un’estensione di una precedente area di commercio preferenziale già esistente dal 1981 ed è uno dei pilastri della Comunità economica africana; nel 2008 la Comesa ha aderito all’Area di libero scambio africana (AFTZ) che include i membri di altri due blocchi commerciali africani, la Comunità dell’Africa orientale (EAC) e la Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale (SADC), la cui istituzione è stata formalizzata ufficialmente lo scorso marzo a Kigali con l’obiettivo di abolire le barriere al commercio all’interno del continente.

Per approfondire:

Un punto annuale su politica e economia: un bilancio del 2017 e le prospettive del 2018



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