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Libia: Tripoli esprime interesse alla nuova Via della Seta cinese

Il vice primo ministro libico Ahmed Maitig ha espresso l’interesse del governo di Tripoli, sostenuto dalla comunità internazionale e dalle Nazioni Unite, di sviluppare l’economia nazionale attraverso la partecipazione all’iniziativa cinese della nuova Via della Seta (Belt and Road Initiative in inglese).

A renderlo noto sono i media cinesi, citando un incontro tra Maitig e l’incaricato d’affari dell’ambasciata cinese in Libia, Wang Qimin.

“La Cina è un Paese con un grande e importante peso politico ed economico nel mondo”, ha detto Maitig ai media cinesi al termine dell’incontro, sottolineando l’importanza di sviluppare le relazioni libico-cinesi in vari campi e lavorando al ritorno delle compagnie cinesi in Libia per completare i progetti sospesi in seguito al conflitto civile.

Maitig avrebbe inoltre affermato che il suo governo è disposto a fornire garanzie di sicurezza nel caso di ritorno e ha espresso il suo desiderio di sviluppare l’economia nazionale e la ricostruzione della Libia aderendo all’iniziativa della nuova Via della Seta che, attraverso lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e logistica, mira a promuovere il ruolo della Cina nelle relazioni globali, favorendo i flussi di investimenti internazionali e gli sbocchi commerciali.

In particolare la Libia sarebbe interessata alla Via Marittima, che dalla Cina costeggia tutta l’Asia Orientale e Meridionale, arrivando fino al Mar Mediterraneo attraverso il canale di Suez, coinvolgendo direttamente nel continente africano Paesi come Tanzania, Gibuti, Etiopia, Somalia Sudan ed Egitto.

Wang ha ribadito per parte sua che il ritorno delle aziende cinesi in Libia è legato al miglioramento della situazione di sicurezza, osservando che Pechino incoraggerà le compagnie cinesi a tornare non appena la Libia riguadagnerà la stabilità interna.

Per approfondire:

In questo numero abbiamo tentato un difficile fermo immagine su una situazione in continua evoluzione: tra segnali positivi, e dubbi sulla capacità del Paese di uscire dalle sabbie mobili in cui è impantanato.



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