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Numerose proposte per costruire raffinerie e ridurre importazioni di greggio raffinato

ANGOLA – La compagnia petrolifera statale Sonangol ha comunicato che punta a eliminare l’importazione di prodotti raffinati petroliferi dopo aver ricevuto più di 60 proposte per la costruzione di raffinerie nel Paese, che contende alla Nigeria il ruolo come primo produttore di greggio in Africa.

Secondo i dati a disposizione, l’Angola importa circa l’80% dei prodotti petroliferi attraverso l’intermediazione della società olandese Trafigura e della svizzera Vitol.

In un comunicato stampa la Sonangol ha comunicato che è pronta a costruire una raffineria con capacità da 220mila barili al giorno nella città costiera di Lobito entro il 2022 e un’altra nella regione settentrionale di Cabinda, anche se in questo secondo caso non sono stati ancora chiariti i tempi.

Il bando è aperto fino al 10 febbraio e sinora sarebbero arrivate offerte sia dall’estero che da imprese locali.

Alla fine dello scorso anno, l’impresa statale italiana di idrocarburi Eni aveva siglato un accordo con il governo per l’ottimizzazione di una raffineria a Luanda nei prossimi 24 mesi per aumentare la produzione giornaliera di 65mila barili.

“Puntiamo a trasformare l’Angola in un Paese auto-sufficiente nella raffinazione di prodotti petroliferi, limitando così la fuoriuscita di capitali per l’importazione di questi prodotti”, si legge nella nota diffusa dalla Sonangol.

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