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Liberia: Presidente Weah annuncia l’abolizione delle leggi razziste e il taglio del proprio stipendio

Ha annunciato emendamenti alla Costituzione e tagli al proprio stipendio il neo eletto presidente della Liberia George Weah, durante il suo primo discorso sullo stato della nazione pronunciato lunedì davanti al Senato e all’Assemblea nazionale.

Intenzionato a segnare una pagina della storia della Liberia, il nuovo capo di Stato ha annunciato che abolirà la clausola costituzionale secondo la quale solo “persone di colore” possono diventare cittadini liberiani ed essere possessori di titoli di proprietà in Liberia. Tale clausola, legata alla storia della prima repubblica fondata dagli schiavi liberati nel 1847, è oggi diventata “non necessaria, razzista e inappropriata” ha detto Weah, sottolineando che tali provvedimenti scoraggiano gli investimenti esteri nel Paese.

“Lo stato dell’economia lasciato al mio governo richiede molto lavoro e molte decisioni… La nostra economia è in ginocchio… La nostra moneta è in caduta libera, l’inflazione sta aumentando, la disoccupazione sta ad un livello senza precedenti e le nostre riserve all’estero sono particolarmente basse” ha detto l’ex calciatore internazionale, successore di Ellen Johnson Sirleaf.

Volendo dare l’esempio e iniziare sin da ora a risparmiare sulla spesa pubblica, Weah ha annunciato che ridurrà del 25% il suo stipendio e i suoi premi da capo dello Stato. La retribuzione della presidente Sirleaf ammontava a 90.000 dollari all’anno.

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Per approfondire:

Le mille innegabili opportunità mostrate dall’Africa si inseriscono in un percorso di crescita positivo, nonostante ritardi e, non di rado, brusche frenate; alle difficoltà interne, poi, si somma ancora l’ingerenza, non sempre velata, di potenze straniere.



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