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Africa, Investour: i protagonisti del turismo africano e la voglia di essere attori dello sviluppo

Ben 62 progetti relativi allo sviluppo del turismo africano sono stati resi noti il 18 gennaio scorso nel corso delle

Credit: Céline Camoin

sessioni B2B del Forum “Investour”, il Forum turistico per gli investimenti e le opportunità d’affari in Africa, tenutosi a Madrid presso il centro congressi Ifema, all’interno della Fiera internazionale del Turismo di Madrid (Fitur).

Vuole infatti essere un appuntamento pragmatico, che crei sinergie tra gli operatori privati e istituzionali, il Forum Investour, giunto alla sua IX edizione, quella che ha fatto registrare il più alto numero di ministri africani presenti, poco meno di trenta.

“In spagna il turismo è stato convertito in un modello mondiale, e con iniziative come Investour, vogliamo aiutare l’Africa a sviluppare il settore. Il turismo è un o strumento che contribuisce alla pace, aiuta all’apertura delle mentalità, ed è un potente motore di sviluppo” ha sottolineato all’apertura dei lavori Luis Padrón, direttore generale di Casa Africa, un’istituzione della Cooperazione allo sviluppo spagnola.

Organizzato dall’Organizzazione mondiale del Turismo delle Nazioni Unite (Unwto) e da Casa Africa, Investour ha

Credit: Céline Camoin

dato la parola a Zurab Pololikashvili, il segretario generale Organizzazione Mondiale del Turismo: “Il turismo è cresciuto dell’8% l’anno scorso e sono certo che questi numeri aumenteranno nei prossimi 10 anni e si consolideranno come una risorsa fondamentale per l’Africa” ha detto il Segretario generale, invitando a investire nelle infrastrutture turistiche, lavorare insieme con i partner africani e a promuovere un management sostenibile del turismo.

Due sono stati i temi discussi nel corso delle tavole rotonde tenutesi in plenaria: il “brand Africa”, con l’obiettivo di cambiare la percezione negativa sull’Africa, uno dei principali ostacoli alla crescita del turismo e agli investimenti, e “la biodiversità come motore del turismo sostenibile: l’importanza della partecipazione efficace delle comunità locali”.

La presenza africana si è affermata nell’ambito della Fitur con una trentina di stand, animati da rappresentazioni sia istituzionali che private, collocati all’interno del padiglione 6 della vasta fiera. Ampio spazio alla Tunisia, al Marocco, al Sudafrica, a Capo Verde, destinazioni turistiche già ben rodate, ma è da sottolineare la presenza di Paesi molto meno noti e “venduti” dal punto di vista turistico come il Gambia, Sao Tomé e Príncipe, la Costa d’Avorio, il Ghana o ancora il Niger, già punto di passaggio della Parigi-Dakar e dotato di uno dei più bei deserti del mondo, ma messo in ginocchio dalle questioni di sicurezza.

© Riproduzione riservata

Per approfondire:

Il comparto turistico mostra da anni un costante andamento positivo, nonostante i grossi ostacoli nei servizi e nelle infrastrutture: ecco perché, se gestito correttamente, può rivelarsi un elemento essenziale per la promozione di un reale sviluppo africano.



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