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Senegal: primi arresti dopo eccidio di Bayotte in Casamance

La polizia senegalese ha arrestato 22 persone per l’uccisione di 14 persone avvenuta lo scorso 6 gennaio in Casamance, la regione più meridionale del Senegal. L’inchiesta in corso riguarda fatti avvenuti nella foresta di Bayotte, non lontano dal capoluogo regionale Ziguinchor.

Secondo fonti citate dall’agenzia di stampa senegalese Aps, tra gli arrestati figurano quattro membri di un comitato locale di sorveglianza forestale che già lo scorso ottobre erano stati condannati e poi liberati in merito a uno scontro con un gruppo di forestieri che si erano introdotti nella foresta con il probabile intento di sfruttarne le risorse.

Se questa pista dovesse essere confermata, il processo di pace in corso tra i separatisti del Movimento delle forze democratiche di Casamance (Mfdc) e il governo non dovrebbe avere ripercussioni negative. Il fatto infatti si inquadrerebbe nei traffici illeciti di legname, preziosa risorsa di questa regione.

Nel suo messaggio di fine anno, il capo dello Stato Macky Sall, aveva lanciato un appello ai ribelli chiedendo “di fare il passo decisivo verso una pace definitiva, una pace senza vincitori o vinti”. Tra le due parti vige di fatto un cessate-il-fuoco e pochi giorni prima del massacro di Bayotte si erano ipotizzati passi avanti verso la pace.

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Per approfondire:

La rimonta è iniziata. E il Senegal, dopo un periodo di prestazioni economiche appannate, sembra seriamente intenzionato a riprendere il ruolo di primo piano che gli spetta tanto in Africa occidentale quanto nell’intero continente.



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