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Vertice Africa-UE, previsti stanziamenti per le infrastrutture, le imprese e il commercio

Garanzia di sostegni finanziari da parte della Commissione Europea e della Banca europea per gli investimenti hanno segnato la seconda e ultima giornata del V Vertice Africa-Unione Europea ad Abidjan.

Promosso, sulla carta, par dare un nuovo slancio alle relazioni fra i due continenti, il Vertice è stato l’occasione per Jean-Claude Junker, presidente della Commissione UE, di confermare la formazione di un fondo da 44 miliardi di euro disponibile entro il 2020 per finanziare, insieme ai dirigenti africani, alcuni progetti rilevanti per lo sviluppo sostenibile in Africa. “Noi, europei, non siamo venuti per prodigare consigli, ma piuttosto per dare un nuovo dinamismo al partenariato che ci lega” ha detto Junker.

Dalla Banca europea per gli investimenti (Bei) è giunto il via a diversi finanziamenti del valore complessivo di 230 milioni di euro, che dovrebbero essere destinati al settore privato africano, in particolare nel micro-finanziamento, nella sanità, nell’educazione, e in attività per la promozione dell’inclusione finanziaria. Insieme ad Afreximbank, la Bei ha approvato un meccanismo di finanziamento del valore di 100 milioni di euro su 7 anni per investimenti nel commercio fra i due continenti. La Bei ha anche approvato 10 milioni di prestito per un’iniziativa finanziaria a favore delle Pmi che operano in ambito tecnologico, iniziativa intitolata Partech Africa . Dalla Bei, ancora l’impegno ad erogare prestiti per l’appoggio alle Pmi dell’Africa settentrionale, attraverso il Maghreb Private Equity Fund IV, géré par AfricInvest.

In Costa d’Avorio, la Bei ha annunciato finanziamenti per la modernizzazione della rete idrica con 35 milioni di euro; al Senegal è giunta la promessa di 12,8 milioni di prestito per l’accesso all’elettricità in Casamance.

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Per approfondire:

Utilizzare risorse esistenti e Ict nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, questo misurerà l’‘intelligenza’ dei centri futuri. Con un monito: evitare isole tecnologiche nel deserto. Con un vantaggio: non avere un forte passato urbanistico a cui dover rendere conto.



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