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Kenya: realizzazione della prima autostrada affidata a società statunitense

E’ stata commissionata all’azienda americana Bechtel International Inc la realizzazione della prima autostrada a sei corsie del Kenya, che rappresenta anche un tassello fondamentale del cosiddetto ‘corridoio nord’ panafricano. Lo si apprende dalla stampa locale, la quale precisa che la Bechtel si è aggiudicata la costruzione della nuova infrastruttura che avrà un costo stimato di 2,1 miliardi di dollari. L’autostrada ad alta velocità sarà finanziata dalle agenzie di credito all’esportazione statunitense, dalla EXIM Bank statunitense, UK Overseas Private Investment Corporation e UK Export Finance.

Credit: Wajahat Mahmood

La superstrada 473 km si collegherà alla strada principale Nairobi-Nakuru-Mau, collegando così il Porto di Mombasa a Malaba al confine con l’Uganda e in avanti fino a Kampala, dal momento che l’Uganda ha già avviato la costruzione della superstrada Kampala-Jinja. La nuova autostrada, che avrà un limite di velocità di 120 km/h e sarà a pedaggio, ridurrà il tempo di percorrenza tra Mombasa e Nairobi dalle oltre 10 ore attuali alle 3 ore e mezzo necessarie una volta completata. Il Kenya sta cercando di rafforzare la sua posizione come punto di ingresso preferito della regione dell’Africa Orientale attraverso grandi progetti infrastrutturali volti a facilitare il movimento di beni e persone sul Corridoio Nord. Solo tre mesi fa, Nairobi ha commissionato la costruzione di una importante ferrovia a scartamento strada lungo lo stesso asse. Le due opere prevedono sia di migliorare la connettività, l’efficienza e la sicurezza del trasporto tra Nairobi e Mombasa, sia di migliorare i collegamenti con i paesi dell’interno del Continente con il porto di Mombasa. Attraverso il principale scalo marittimo keniano, già oggi transita oltre il 90% delle merci che entrano in Africa Orientale. Ferrovia e autostrada miglioreranno notevolmente le connessioni con Mombasa, “rendendolo il gateway preferito non solo per il Kenya e l’Uganda, ma anche per il Ruanda, il Burundi e la Repubblica Democratica del Congo” scrivono oggi i giornali keniani.

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Per approfondire:

È il vero nodo da sciogliere per srotolare lo sviluppo africano e renderlo stabile e generalizzato. Costruire e aggiornare la rete infrastrutturale del continente è una necessità non più rinviabile e anche un’occasione per gli investimenti internazionali.



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