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IDE in Africa, secondo Unctad in calo nel 2016

Gli investimenti diretti esteri in Africa sono calati del 3% nel 2016, trascinati verso il basso dalla fuga degli investitori dall’Africa centrale e australe, in particolare Angola e Mozambico, e della riduzione dei prezzi delle materie prime.
Lo si apprende dall’ultimo rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (Unctad), il World Investment Report 2017.
Guardando all’Africa sub-sahariana, si osserva un calo degli investimenti diretti (IDE)del 7%, per un importo pari a 45 miliardi di dollari, mentre nella parte settentrionale del continente gli IDE sono aumentati dell’11%, pari a 14,5 miliardi, con un forte interesse verso l’Egitto e le sue nuove riserve di gas.Cairo_at_night_.
Un calo significativo si è fatto registrare in Africa centrale, che ha perso il 15% d IDE in un anno, trascinati dalla Repubblica Democratica del Congo dove il calo ha raggiunto il 28%, per un importo pari a 1,2 miliardi di dollari.
In Africa australe, gli IDE sono diminuiti in 8 dei 10 Paesi della regione, con un calo del 18%. In Sudafrica, locomotiva economica del continente, gli IDE hanno raggiunto solo 2,3 miliardi di dollari, mentre in Angola, con 14,4 miliardi, gli investimenti sono scesi dell’11%.
Di tendenza opposta sono stati gli IDE in Africa orientale, in aumento del 13% con 7,1 miliardi di dollari e un forte aumento degli investimenti in Etiopia, + 46%.

Anche in Africa Occidentale gli IDE sono aumentati, grazie all’attrattiva della Nigeria e del Ghana, dove sono in corso progetti di trasformazione del cacao e di trattamento degli idrocarburi.
Il 57% degli IDE nel 2016 in Africa sono andati verso cinque Paesi soltanto: Egitto, Etiopia, Nigeria, Ghana e Angola, a testimonianza di un forte squilibrio tra i 54 Paesi del continente. I principali investitori restano le grandi multinazionali dei Paesi sviluppati.
Per il 2017 gli esperti dell’Unctad prevedono una ripresa degli IDE spinti dall’aumento del prezzo del petrolio e da maggiori investimenti nei settori non petroliferi. La cifra dovrebbe aggirarsi attorno ai 65 miliardi di dollari.

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Per approfondire:

Una mappa ragionata del continente con bilanci, prospettive e criticità: al suo interno sarà possibile consultare i dati sull’export italiano e il calendario delle iniziative dell’Agenzia ICE in Africa nel 2017, lo stato della crescita e delle tensioni nel continente, i Paesi che sono cresciuti di più nel 2016.

Una mappa ragionata del continente con bilanci, prospettive e criticità: al suo interno sarà possibile consultare i dati sull’export italiano e il calendario delle iniziative dell’Agenzia ICE in Africa nel 2017, lo stato della crescita e delle tensioni nel continente, i Paesi che sono cresciuti di più nel 2016.



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