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Calenda: “Mozambico, test per affrontare mercato africano”

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MOZAMBICO – “Il governo intende fare del  Mozambico il test di come si affronta un mercato in Africa, il centro della nostra attività, anche per la cooperazione è il Mozambico è uno dei paesi in cui ha investito di più. Penso che possa diventare un caso di straordinario successo” a dirlo è stato il vice ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, alla guida della più grande missione di sistema paese mai fatta in Mozambico.

Nell’ex-colonia portoghese, cerniera tra l’Africa australe e quella orientale, l’Italia ha inviato una delegazione di quasi 200 persone: 80 imprese, 4 banche, 9 associazioni industriali, il Ministero degli Esteri, ma anche tutte le strutture di supporto alle imprese  ICE, SACE, SIMEST. “Credo che sia il sistema Italia come vorremmo vederlo all’estero” ha commentato soddisfatto Calenda ai microfoni di Oltreradio che sta seguendo la missione.

“È una missione che dà bene il senso dell’impegno  dell’Italia e del sistema verso un paese che è di straordinaria opportunità e dove siamo benvenuti. Un paese dove c’è bisogno di tutto: dalle infrastrutture, al le catene di distribuzione, all’agroalimentare. Abbiamo scelto un approccio strutturato, il paese ha bisogno di tutto, infrastrutture. Sono paesi dove la costanza e la serietà sono fondamentali”  ha proseguito il viceministro, ricordando la recente missione politica del viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli, e annunciando una sua ulteriore visita in agosto.

Secondo Calenda i mozambicani “si aspettano che un paese con cui si condividono legami di amicizia profondi investa nello sviluppo del Mozambico . Quindi si aspettano non tanto il commercio, ma la presenza costante dell’Italia in tutti quei settori che loro considerano chiave perché possono far crescere il paese. La richiesta è a 360 gradi, perché il paese ha una grande ricchezza potenziale ma ha anche bisogno di tutto. E le imprese italiane sono in grado di farlo, ma in maniera ‘gentile’ senza venire qua come fanno i cinesi ma creando imprese con i mozambicani. Oggi la maggior parte delle imprese italiane quando va all’estero investe al 90% in joint venture”.

Calenda ha poi evidenziato la presenza, all’interno della missione, di una delegazione dell’IFC di Washington, la struttura della Banca Mondiale che sostiene le aziende che sono pronte a investire in paesi in via di sviluppo.”Hanno linee di finanziamento che sono pronte ad essere utilizzate. Incontreranno le aziende italiane che vogliono investire. Questo per dimostrare che non si possono utilizzare solo i flussi nazionali, ma anche internazionali. Ritengo molto importante che l’IFC abbia visto in questa missione una struttura e un’idea di fondo dello sviluppo del Mozambico della quale intende far parte”.

Parlando con Oltreradio, in conclusione il viceministro dello Sviluppo economico ha poi ribadito l’importanza di fare sistema. “Questi non sono paesi dove le imprese possono venire in ordine sparso. Qui così non si può venire, sia per le grandi aziende che per le piccole aziende ci deve essere il governo insieme le istituzioni. Questi sono paesi dove o si fa sistema o si muore. Il governo deve stare accanto alle imprese. Bisogna essere molto mirati molto precisi molto concreti. Quello che noi dobbiamo fare in più come governo e istituzione è dare il sistema, la struttura. Fare un lavoro sistematico, utilizzando tutti i talenti che abbiamo per darli agli imprenditori italiani come substrato su cui costruire” ha concluso Calenda.



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