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Burkina Faso: la funzione della diaspora e le nuove strade del business

Nella rete del Sistema Italia che sta tracciando un nuovo approccio nel rapporto con l’Africa, la diaspora è una componente da non sottovalutare. Non solo per la sua ottima conoscenza del Paese di provenienza, ma anche per la sua esperienza di migrazione e di inserimento all’estero.Ouagadougou_place_cineaste_day
La diaspora sa bene cosa significa tentare l’avventura in un contesto lontano, geograficamente e culturalmente. E quando l’esperienza si trasforma in storia di successo “ecco che possiamo realizzare progetti in sinergia per replicare tale successo nei Paesi in via di sviluppo, che hanno grandi bisogni e offrono allo stesso tempo opportunità per gli investitori italiani”: ne è convinto Madi Sakande, un manager che guida nei pressi di Bologna un’azienda con una decina di dipendenti, la New Cold System.
Sakande è uno degli esponenti della diaspora africana che in Italia si è realizzato professionalmente. Non solo ha fatto carriera, ma ha salvato un’azienda di nicchia sull’orlo della bancarotta, preservando i posti di lavoro di tutto il personale. In pochi anni sotto la sua guida si è colmato il deficit e la New Cold System, che produce e commercializza componenti e sistemi su misura per impianti di refrigerazione, sta ora pensando di condividere la sua esperienza nella conservazione delle derrate alimentari lungo un percorso che idealmente passa dal Burkina Faso.
È da lì che Sakande è partito all’età di 24 anni, con in tasca un diploma universitario in biochimica e qualche esperienza lavorativa nel commercio. Non fu una fuga dall’Africa, la sua, ma piuttosto il desiderio di scoperta di un giovane pieno di ideali per un futuro migliore.Ouagadougou_mosque_03_2008
“Stiamo a una svolta nella considerazione dell’Africa da parte dell’Italia: il ministero degli Esteri ha chiesto il parere della diaspora su questioni di Cooperazione. C’è anche la volontà di coinvolgere i privati. E in qualità di operatore privato in Italia, con forti legami in Africa e in Burkina Faso in particolare, mi metto a disposizione per facilitare l’ingresso di soggetti interessati”.
Espandere il settore della New Cold System – la catena del freddo – in Burkina Faso può sembrare un’utopia. Alle porte del Sahara, le temperature sono altissime e l’accesso all’elettricità non è dei più semplici. Per Sakande e la sua azienda non basta quindi portare in Burkina i gruppi frigoriferi: occorre creare tutto il sistema per l’alimentazione elettrica – magari con centrale fotovoltaica – e le infrastrutture per collocare il materiale. “So che non è facile, eppure è una filiera che manca drammaticamente nel mio Paese – dice Sakande – lì la catena del freddo è totalmente assente, con le conseguenze che vi lascio immaginare sulla conservazione degli alimenti”.
Grande produttore di ortaggi e di carni di allevamento, il Burkina Faso perde almeno il 50% della sua produzione a causa dell’assenza di un’industria della trasformazione e della conservazione. Freddo compreso.

“Il settore dell’agroalimentare, nel quale l’Italia ha una grande esperienza e ottime competenze, offre enormi potenzialità a un investitore italiano. Prendiamo l’esempio del Polo di crescita di Bagré, nel centro-sud del Paese, al confine con Ghana, Togo e Benin: è un’area di 500 mila ettari, bonificati, attrezzati con sistemi di irrigazione, di cui solo il 20% è utilizzato”.
Creare un’azienda in Burkina Faso è abbastanza semplice e rapido. E l’accoglienza dello straniero, nel ‘Paese degli uomini integri’, viene sempre al primo posto. “Se produci qualità, sarai l’unico. Se lavori e sei onesto, sarai rispettato e integrato prima di quanto te l’aspetti”.

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Per approfondire:

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È stata necessaria una rivoluzione, seppur pacifica, per cambiare il corso politico del Burkina Faso, un evento che ha saputo rimettere le carte in tavola e alimentare la voglia di affrontare vecchi e nuovi problemi, in primis quello legato alla sicurezza.



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