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“L’ Angola tornerà a crescere nel 2017 grazie al petrolio” dice The Economist

Secondo l’ultimo bollettino dell’unità di analisi del settimanale britannico The Economist, l’Angola tornerà a crescere nel 2017 con tassi maggiori rispetto al 2016, quando si era fermata ad un + 0,6% a causa della riduzione delle entrate dovuta al crollo dei prezzi del petrolio di cui è diventato il principale Paese produttore in Africa.

In una previsione di quanto accadrà tra il 2017 e il 2021, il settimanale britannico ha ipotizzato una nuova crescita dei prezzi del greggio, intorno al 2,7%, di poco superiore alle previsioni del governo, stabili intorno al + 2,1%. L’aumento dei prezzi dovrebbe arrivare in conseguenza della decisione dei membri dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) dello scorso dicembre di ridurre la produzione giornaliera di greggio.

Un aumento che dovrebbe avere effetti solo sulla prima parte del 2017, il rapporto comunque prevede che l’economia angolana possa crescere del 2,7% tra il 2019 e il 2021, nonostante che al di fuori del settore petrolifero, gli investimenti continueranno ad essere limitati dall’assenza di riforme, nonostante che il governo insista che le nuove leggi sugli investimenti privati porteranno a ridurre la burocrazia.

“Restano inoltre da risolvere problemi come i pagamenti arretrati delle commesse alle aziende che hanno investito nei lavori pubblici e il fatto che il governo abbia declinato il supporto del Fondo monetario internazionale (FMI), scelta che limita la fiducia degli imprenditori stranieri”, si legge nel documento realizzato da The Economist.

“In ogni modo una proiezione di crescita del 2,8% tra il 2017 e il 2021 rappresenta meno di un terzo della media registrata negli anni 2004-2014, e la rendita pro capite nel 2021 sarà leggermente superiore a quella del 2011”, conclude il rapporto dell’unità di analisi del settimanale britannico. [LS]

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Per approfondire:

covergennaio2017

 



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