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Rapporto Banca Mondiale, Africa subsahariana pronta a crescere di più nel 2017

La crescita in Africa subsahariana nel corso del 2016 ha subito la decelerazione più forte  degli ultimi 20 anni attestandosi a una media di  +1,5% secondo le ultime stime rilasciate dalla Banca Mondiale e contenute nel rapporto ‘Global Economic Prospects’.

Reso pubblico ieri, il rapporto prevede però il ritorno a un ritmo più sostenuto già nel corso del 2017 che dovrebbe chiudere con un +2,9% per poi salire ancora nel 2018 al 3,5%.

I rischi più significativi che la regione subsahariana potrebbe affrontare derivano da incertezze economiche in Europa e Stati Uniti, da un  più lento aumento dei prezzi delle commodity e da generali fasi di debolezza  dei mercati finanziari globali.

Le performance migliori saranno fatte segnare dall’Etiopia che secondo le stime della Banca Mondiale chiude il 2016 a +8,4%, seguita dalla Costa d’Avorio a +7,8%. Poco sotto il 7% )al 6,9%) si attesta la crescita della Tanzania che tra i Paesi della Comunità dell’Africa orientale è davanti al Rwanda (6%) e  al Kenya (5,9%).

In Africa occidentale sembra stia dando i suoi frutti il cammino intrapreso dal Burkina Faso che dovrebbe chiudere il 2016 a  +5,2%. Meglio ha però fatto il Senegal con stime di crescita del 6,6%.

Se i primi posti in classifica sono appannaggio di Paesi che hanno puntato sulla diversificazione e che sono meno vincolati agli andamenti dei prezzi dei mercati finanziari, gli ultimi posti sono invece occupati da quei Paesi che risentono di crisi interne o che hanno risentito del corso dei prezzi delle materie prime: ecco così che l’Angola sta poco sopra lo zero (0,4%) mentre la Nigeria sta addirittura sotto chiudendo il 2016 a -1,6%;  i due principali produttori di greggio hanno di fatto risentito delle basse quotazioni del  petrolio nei listini e hanno pagato il fatto di non aver investito in passato sulla diversificazione. Il segno meno, per gli stessi motivi, va alla Guinea Equatoriale (-5,7%) e al piccolo Swaziland (-0,9%) che risente invece anche delle difficoltà del Sudafrica che chiude a +0,4%. Nella classifica stilata da Banca Mondiale non vengono presi in considerazione Somalia, Sud Sudan, Centrafrica e Sao Tomé e Principe. [MS]

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Per approfondire:

covergennaio2017

 

 



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