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Etiopia: Banca Mondiale definisce “impressionante” la crescita economica nel 2016

La crescita dell’economia etiopica nell’anno 2015/2016 è proseguita a ritmi elevati, nonostante le difficoltà e la peggiore siccità degli ultimi 50 anni.

Lo ha detto la Banca Mondiale nella sua ultima revisione (la quinta) dello stato dell’economia etiopica, che ne è emersa particolarmente bene. Negli ultimi dieci anni, l’Etiopia è stata una delle economie a più rapida crescita al mondo, con una crescita media del 10,9%.

“La crescita economica è rimasta ad un rispettabile 8% nel 2015/16, che è impressionante soprattutto rispetto alle situazioni di siccità precedenti che spesso hanno determinato la contrazione economica” ha detto  Carolyn Turk, direttore della Banca Mondiale Direttore per Etiopia, Sudan e Sud Sudan .

Secondo la Banca la dinamica di crescita proseguirà ancora nel 2017, dove, grazie al ritorno regolare delle piogge, anche il settore agricolo segnerà una ripresa.

L’Istituto di credito internazionale evidenzia anche come un notevole impatto sulla crescita economica del prossimo anno nel paese potrà averlo la nuova linea ferroviaria Addis Abeba-Gibuti recentemente completata, in grado di facilitare significativamente la logistica commerciale che ha rappresentato uno dei nodi alla crescita.

La maggiore attenzione del governo sui nuovi parchi industriali (Hawassa e Bole-Lemi) e l’aumento della capacità nella produzione di energia, in parallelo al completamento delle linee di trasmissione ai paesi vicini (Sudan e Kenya), sono identificati come due elementi che miglioreranno le prestazioni delle esportazioni e stimoleranno ulteriormente la crescita a breve e medio termine.

“D’altra parte – scrive la Banca Mondiale –  i potenziali effetti economici negativi dei disordini sociali e politici in corso potrebbero rappresentare un rischio per le prospettive economiche più in generale”.

Tra i punti deboli restano le performance opache del settore delle esportazioni e la bilancia commerciale. Il deficit commerciale tra import ed export resta al 10,4% del PIL. Il basso livello delle esportazioni degli ultimi due anni aggrava anche il problema della cronica scarsità di valuta pregiata.

La relazione di Banca Mondiale, infine, individua le aree urbane come “attori chiave nel promuovere il cambiamento strutturale in Etiopia, rappresentando sempre di più centri di innovazione e di sviluppo industriale”.

© Riproduzione riservata

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