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La green economy nel futuro della Tunisia, uno studio di Res4Med

Uno dei cinque pilastri del Piano Tunisia 2020 è attinente alla Green economy ovvero a uno sviluppo declinato in chiave sostenibile in tutte le sue componenti a partire da quelle energetiche.

Secondo uno studio elaborato da Laure Detoc, strategy energy analyst di RES4Med – associazione che riunisce imprese, istituti di ricerca e università impegnate nella promozione delle energie rinnovabili nei Paesi del Mediterraneo orientale e meridionale ma che di recente ha lanciato anche un programma per l’Africa subsahariana – la Tunisia ha grandi potenzialità per lo sviluppo di eolico e solare che se sviluppate possono consentire al Paese di raggiungere gli obiettivi che su questo fronte si è posto per il 2030. Lo studio è stato presentato ieri a Tunisi dal segretario generale di RES4Med, Roberto Vigotti, nel corso della Conferenza internazionale sugli investimenti Tunisia 2020.

Nel 2013, la Tunisia aveva una capacità installata di 243 MW di energia dall’eolico e 66 MW dall’idroelettrico. Ma è la combinazione sole-vento che dovrebbe riservare le sorprese migliori a fronte però di un’espansione della rete nazionale, in particolare a partire dal 2020. Fino ad allora l’attuale rete è in grado di assorbire nuovi progetti, ma fra cinque anni servirà espanderla ed è anche per questo motivo che la Tunisia ha cominciato a pensare a un nuovo cavo di connessione con l’Italia.

Per il prossimo futuro – si legge nel documento di RES4Med che è stato presentato alla Conferenza ‘Tunisia 2020’ del 29/30 novembre a Tunisi– la Steg (la Società tunisina dell’elettricità e del gas) ha già pianificato lo sviluppo di 300 MW di energia eolica e di 60 MW di energia solare. Tuttavia, la Tunisia spera che i progetti finanziati da investitori stranieri giochino un ruolo importante in questo particolare ambito.

Proprio per attrarre investimenti dall’estero, il governo ha finalizzato il nuovo quadro legale all’interno del quale si muoveranno gli investitori. L’ultimo gradino da superare riguarda l’elaborazione di una tariffa energetica per i progetti sulle rinnovabili.

L’obiettivo fissato da tempo è raggiungere con le rinnovabili una quota del 30% della produzione energetica nazionale entro il 2030.

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