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Africa Act, la via italiana dell’Africa

Un pacchetto di misure per rilanciare ulteriormente le relazioni Italia-Africa e rafforzare la presenza italiana nel continente africano in una logica di cosviluppo. Questo il senso più profondo di Africa Act, una proposta molto articolata presentata ieri alla Camera dei Deputati, dalla parlamentare del Partito democratico Lia Quartapelle nel corso di un incontro che ha visto tra gli altri la presenza del ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, del vice ministro degli Esteri, Mario Giro, dell’Ambasciatore del Regno del Marocco, Hassan Abouyoub, e dell’Ambasciatore del Sudafrica, Nomatemba Tambo.

Africa Act prevede un meccanismo di coordinamento tecnico per tutti gli interventi verso l’Africa, attraverso l’agenzia della Cooperazione allo sviluppo; la creazione di un ‘Giorno della cooperazione con l’Africa’ e di una conferenza a livello governativo Italia-Africa da tenere ogni due anni; iniziative di cooperazione per il rafforzamento delle conoscenze sull’Africa e del capitale umano italiano e africano (attraverso varie iniziative, anche universitarie, e borse di studio); prevede poi iniziative per la crescita economica e l’occupazione; misure di pace e stabilizzazione attraverso il contrasto della radicalizzazione, il sostegno alle forze di sicurezza africane e la riduzione dell’impatto del cambiamento climatico.

Secondo il ministro degli Esteri Gentiloni  oggi l’Africa è un continente in bilico, un continente di differenze, contraddizioni: “Se per lungo tempo – ha detto Gentiloni annunciando prossimi viaggi in Nigeria e Costa d’Avorio – l’Africa è stata il continente della disperazione, oggi l’Africa è il continente della speranza ma anche delle difficoltà”. Un’Africa, qualunque sia la lettura, “centrale sia dal punto di vista delle minacce che delle potenzialità”.

Per approfondire:

Il numero di maggio è dedicato al nuovo approccio dell’Italia all’Africa, intendendo per Africa la regione subsahariana, dal momento che con l’area settentrionale le relazioni sono state da sempre molto più strette. Il nuovo corso si sta sviluppando su quattro livelli tra di loro comunicanti: cultura, sicurezza, solidarietà, economia

Il numero di maggio è dedicato al nuovo approccio dell’Italia all’Africa, intendendo per Africa la regione subsahariana, dal momento che con l’area settentrionale le relazioni sono state da sempre molto più strette. Il nuovo corso si sta sviluppando su quattro livelli tra di loro comunicanti: cultura, sicurezza, solidarietà, economia



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